Resistere al peccato

Un giorno una parola – Commento a Genesi 4, 7

Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo! Genesi 4, 7

Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi. I Corinzi 16, 3

Caino era irritato con Dio, che non aveva guardato con favore alla sua offerta. L’irritazione era frutto di un giudizio negativo di Caino contro il giudizio di Dio sul suo sacrificio. Caino giudicava il giudizio di Dio, e lo giudicava male. Dio gli parla. Il giudizio di Dio non è finalizzato al suo allontanamento, ma al suo pentimento. Da lì Caino avrebbe dovuto ripartire, e non dall’irritazione e dall’odio che socchiudevano la porta del suo cuore e lo rendevano vulnerabile al peccato, al fratricidio. Aprire la porta del cuore al peccato significa lasciarsi travolgere in una spirale di male e di condanna che rendono perduto l’essere umano. Dio chiede di non cedere al peccato senza combattere, di non pensare, non dire e non fare nulla che possa perdere l’essere umano, spalancando la porta del suo cuore al male.

Dio ha vinto il peccato in Cristo. Ha cancellato la trasgressione e la punizione, ma non la corruzione della nostra natura. Non siamo esseri umani diversi da Caino, che ha ceduto al peccato. Ma siamo posti per grazia su un terreno diverso, sulla roccia dell’opera della salvezza. Questa realtà rende possibile una resistenza al peccato, un “No” forte e chiaro, senza passività e senza complicità. Fondandoci sulla grande vittoria di Gesù Cristo, siamo liberati per vivere coerentemente dalla sua parte, accusando il peccato e la sua schiavitù e condannandolo senza appello, a partire dal peccato che spia noi, alla nostra porta. Accettando il giusto giudizio di Dio contro il peccato e riconoscendo la verità del giudizio di Dio su di noi, possiamo chiudere la porta del nostro cuore all’odio e al rancore. E questi non ci avranno! 

Immagine copertina: Michael Kranewitter via Wikimedia Commons