I giovani cristiani e la giustizia climatica

La Federazione cristiana mondiale degli studenti sostiene l’appello per la giustizia climatica

La Federazione cristiana mondiale degli studenti (Wscf) ribadisce l’appello per la giustizia climatica. L’organismo ecumenico giovanile fa parte della rete per la giustizia climatica che ha partecipato alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici Cop26 ed è stata coinvolta come parte del programma globale di giustizia ecologica sin dal 2015. E ha svolto molte attività nell’ambito della Cop, in particolare in relazione all’aspetto interreligioso.

La Federazione giovanile ha espresso la sua grave preoccupazione per «la riluttanza dei paesi industrializzati a una vera conversione favorevole al clima», in particolare modo hanno indicato «quelli che hanno contribuito di meno a azioni tese a impedire il cambiamento climatico».

Malena Lozada, di origine argentina e in rappresentanza della Federazione, ha evidenziato l’importanza degli accordi per finanziare e sostenere per il Sud del mondo: «Un problema globale ha bisogno di una soluzione globale. L’intero pianeta deve camminare insieme; è vero che abbiamo responsabilità comuni ma certo queste possono e devono essere differenziate», ha detto Lozada. «Coloro che soffriranno di più sono i paesi con meno risorse economiche con vulnerabilità ataviche che non permettono di poter affrontare l’attuale crisi planetaria, paesi, tra l’altro, che hanno davvero minime responsabilità in questa crisi climatica».

Preoccupata per i risultati della Cop26, la Federazione giovanile ha evidenziato ancora una volta quanto l’egoismo e l’avidità dei paesi ricchi siano la causa del dramma e degli effetti del cambiamento climatico.

Geevarghese Mor Coorilos, il presidente della Federazione giovanile cristiana mondiale ha evidenziato quanto la responsabilità della comunità ecumenica internazionale sia importante: «Il nostro pianeta e l’umanità intera sono a un bivio. La sfida del cambiamento climatico va oltre l’immaginazione umana e quindi richiede un’attenzione e delle risposte urgenti».

 

Photo: Marcelo Schneider/WCC

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