La parola di Dio

Un giorno una parola – commento a Giobbe 33, 13-14

Perché contendi con lui? Egli non rende conto dei suoi atti. Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada
Giobbe 33, 13-14

Gesù rispose al sommo sacerdote: «Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi? Domanda a quelli che mi hanno udito, quello che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho dette»
Giovanni 18, 20-21

Capita di sentire dei suoni, sembrano parole, ma noi non le comprendiamo. Spesso siamo distratti o assorti nei nostri pensieri e così non comprendiamo quel che ci vien detto. È come se le parole sfiorassero le nostre orecchie o volassero al di sopra della nostra testa. Anche parole importanti, portatrici di messaggi rilevanti, possono volare al di sopra della nostra testa e non entrare nelle nostre teste, nel nostro cuore. Così può capitare con la parola di Dio che ci viene annunciata in vario modo, con messaggi o con esperienze. Dio parla, anche più volte, ma noi non gli prestiamo attenzione e non comprendiamo.

Forse non comprendiamo perché non vogliamo comprendere o perché vogliamo polemizzare. Così, se va bene, facciamo domande senza essere interessati alle risposte. Anche il sommo sacerdote interrogò Gesù intorno al suo insegnamento. Non che non sapesse le cose che Gesù insegnava. Esse erano note a tutti. Infatti, Gesù insegnava apertamente per i villaggi e per le campagne, a Gerusalemme come nel tempio. Al sommo sacerdote, come a molti ancora oggi, interessava la polemica, trovare un appiglio per dissentire e per voltare le spalle a Gesù. 

La parola di Dio è centrale nella Scrittura ed è centrale nella dottrina delle chiese, però succede che talvolta quella parola non viene compresa o viene distorta. Attorno alla parola e alla comprensione della Scrittura si sono animati accesi dibattiti, si sono fatti scorrere fiumi di inchiostro, se non di sangue per l’ottusità delle parti in opposizione. Se si riuscisse a superare l’attaccamento morboso alla lettera e la presunzione di conoscere la verità, ma ci si lasciasse guidare dallo Spirito che giunge a noi attraverso la parola, non avremmo bisogno di fare polemiche e ascolteremmo quel soffio leggero con cui Dio vuole superare ogni frastuono. Così conosceremmo la verità che ci fa liberi. 

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