“Valli non solo valdesi”

L’ultimo numero della Beidana, incentrato sulle comunità religiose presenti nel territorio pinerolese, esce in concomitanza con la festa delle libertà 

È tradizione che per il 17 febbraio escano due pubblicazioni della Società di Studi valdesi, l’”opuscolo del XVII” dedicato a un tema specifico (quest’anno, il percorso del Glorioso Rimpatrio compiuto da un gruppo di giovani pinerolesi) e la rivista “La Beidana. Cultura e storia nelle valli valdesi”.

Quest’anno, giunta al numero 97, la rivista edita dalla Fondazione Centro culturale valdese ha deciso di puntare, nella settimana dedicata al tema della libertà religiosa che culmina appunto con il 17 febbraio, al tema delle religioni presenti sul suo territorio, quello pinerolese, con un numero monografico intitolato “Valli non solo valdesi”.

Giovanni Jarre, membro della redazione e coordinatore del fascicolo, ci ha spiegato i contenuti e le motivazioni di un numero dedicato alle confessioni e fedi diverse da quella valdese, con articoli di taglio storico e altri legati alla situazione contemporanea, secondo lo stile tipico della rivista, che affianca (come in questo caso) articoli giornalistici, testimonianze, approfondimenti antropologici-sociologici.

Come spiega Jarre, un aspetto molto interessante è «l’immagine della chiesa valdese che emerge dagli articoli, sia storici che di taglio contemporaneo. Abbiamo un articolo sulla comunità islamica e uno sulla chiesa ortodossa, entrambi sottolineano la vicinanza con la chiesa valdese e l’organizzazione di iniziative congiunte, quindi danno l’immagine di una chiesa accogliente.

Di contro, l’articolo dedicato all’arrivo dell’Esercito della salvezza a fine Ottocento, a Torre Pellice, ci fa vedere una chiesa un po’ più chiusa, quindi abbiamo una evoluzione della chiesa valdese nel tempo, molto interessante da seguire».

Dal fascicolo emerge un panorama variegato, fatto di realtà spesso in relazione e connesse, aspetto che non riguarda solo il presente ma anche il passato, come in un altro articolo pubblicato, che (spiega Jarre) «riprende un numero monografico di molti anni fa, il numero 16, dedicato alla presenza ebraica nelle valli, in particolare durante la seconda guerra mondiale. Si tratta di un articolo di testimonianze, con una breve contestualizzazione da parte degli autori». In questo caso viene rappresentata una realtà di solidarietà «ed è evidente il percorso verso l’accoglienza della chiesa valdese già a partire da quell’episodio e poi, come emerge dagli altri articoli, nella situazione contemporanea».

Questo rientra a pieno titolo (ed era l’intento della redazione) nel concetto che il 17 febbraio non è solo la festa dellalibertà dei valdesi ma la festa delle libertà, soprattutto per quelle minoranze che ancora non ce l’hanno.

Nel dettaglio, il fascicolo contiene i seguenti articoli: nella sezione “Storia”, «Cantare alleluia colle gambe all’aria e la testa in basso». I (difficili) esordi dell’Esercito della Salvezza nelle valli valdesi (di Simone Baral); nella sezione “Microstorie” curata da Micol Long e Debora Michelin Salomon, Ebrei in val Pellice 1943-45 (Bruna e David Terracini) e L’Islam tra le Vali, una piccola storia di integrazione (Marco Magnano); nella sezione “Contemporaneità”, Comunità cristiane di base. Una storia di comunità che si avvicina ai cinquant’anni (Davide Rosso) e Una comunità nelle comunità montane. Gli ortodossi romeni del Pinerolese (Luca Bossi). Seguono le Segnalazioni a cura di Giovanni Jarre.

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