Quando il Linguaggio ti indica la via

Diverse discipline in diaogo fra loro nel libro «Contoguità teologiche» di Massimo Marottoli

Contiguità Teologiche (Doxa editrice, 2018) di Massimo Marottoli è un libro che affronta temi e argomenti riguardanti il linguaggio e ciò che con esso si esprime. Le riflessioni intorno a questo filo conduttore si rincorrono, si avvicinano, si richiamano e si fondono nello sviluppo di un pensare scritto che copre un arco di tempo di poco più di vent’anni. Sullo sfondo è il tema dell’approssimazione, inteso non certo nell’accezione negativa del termine, ma nel suo significato di avvicinamento graduale tra gli argomenti.

Approssimazione, dunque, da un punto di vista storico, dato che il libro è strutturato come un insieme di articoli in forma diaristica, sempre accompagnati dalla data in cui sono stati scritti, e da un punto di vista logico-argomentativo, dal momento che l’approssimazione opera a partire dall’esame della morfologia umana che ritrova nel linguaggio il suo tratto distintivo e fondante. Linguaggio, quindi, come verità viva che mantiene costantemente accesa la discussione. La riflessione portata avanti da Marottoli in modo pertinente dà vita a un testo a cui tutti possono avvicinarsi, in quanto parla del linguaggio come strumento di indagine e di espressione dell’umano.

Un libro che diventa “soglia”, anch’essa rappresentativa dell’universo uomo, dalla quale è possibile e auspicabile interrogarsi sul potere creativo, fisico, ma anche spirituale della parola. Gli strumenti di indagine attingono ai campi della filosofia, della teologia, della linguistica e della politica, perché è nella varietasche si traggono le considerazioni migliori, lasciando, comunque, spazio per sospettare che non saranno i soli campi ad essere utilizzati in futuro per indagare i confini della ricerca. Infatti c’è ancora molto da dire, ancora molto da cercare, da conoscere e da condividere, perché non si finisce mai di aggiungere mattoni al muro del sapere – e lo sa bene Marottoli che, oltre a essere l’autore di questo libro, è anche pastore di una chiesa protestante riformata.

Queste due vocazioni, queste due passioni si conciliano e si sposano bene nel testo proprio all’interno della tematica scelta: il linguaggio. Gesù, Verbo fatto carne, di se stesso lascia agli uomini la parola. Il linguaggio mostra il mondo. Il mondo è la sua dialettica e il corpo dell’umano, come il mondo, è un evento che rimane costantemente presso il linguaggio. Tale prossimità consente di capire che la nostra essenza è la nostra apertura, come una bocca che parla, crea, condivide e unisce. Sfogliata l’ultima pagina si ha la certezza che non si tratti di una fine.

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