Chiese valdesi e Diaconia proseguono il Mi Fido di Te

La riflessione sulla violenza di genere nelle chiese valdesi prosegue con tre momenti di approfondimento tematico

La Diaconia Valdese e le chiese del I distretto proseguono il percorso di sensibilizzazione sulla violenza di genere “Mi Fido di Te". Dopo il momento di presentazione dell’argomento attraverso un reading teatrale, ora è il momento degli approfondimenti tematici, che avranno cadenza mensile.
Si tratta di tre incontri gestiti da Alessandra Mattiolacounsellor e psicologa del progetto, in cui si scenderà nel dettaglio di una tematica differente, seguendo le tante le sfaccettature con cui si manifesta la violenza di genere.
Gli appuntamenti sono fissati a San Germano, Torre Pellice e Pomaretto.

 

Il primo approfondimento venerdì 8 febbraio alle 18 a San Germano si intitola Le tante facce della violenza. Spiega Alessandra Mattiola: «Non c’è solo la violenza che siamo abituati a vedere, quella fisica. Le violenze possono essere molteplici: verbali, economiche, psicologiche. Puntano tutte a minare l’autostima, la capacità delle persone di muoversi e agire autonomamente. Le vittime non riescono più ad uscire da una situazione di violenza. Importante, quindi, non giudicare ma aiutare le persone a svincolarsi da legami pericolosi e negativi».

 

Venerdì 1 marzo a Torre Pellice alle 20,30 si parlerà invece de L’umanità negata: come si legittima la violenza. «Studi recenti  hanno analizzato il tema della “deumanizzazione" – racconta Mattiola – un’interessante chiave di lettura anche nell’ambito della violenza di genere. Togliendo agli altri la dignità come persone, le collochiamo al pari di oggetti, contribuendo così a costruire scenari di violenza. Questo è un argomento che si lega molto agli stereotipi: se proviamo insieme a modificare le parole che usiamo e le rappresentazioni che abbiamo, possiamo incidere significativamente nella cultura della nostra società».

 

Infine l’ultimo incontro, sabato 6 aprile a Pomaretto, alle 17. «Parleremo di Relazioni difficili. Come riconoscerle, trasformarle o chiuderle», conclude Mattiola. «È importante costruire delle relazioni sane, che ci nutrono e ci fanno stare bene. Altrettanto importante è anche riconoscere i segnali d’allarme, che ci indicano un malessere nella relazione. Quando si è coinvolti, però, è difficile rendersi conto della nocività delle relazioni. Quindi cercheremo di ragionare insieme sulle caratteristiche delle buone relazioni, ma anche sui campanelli d’allarme che ci aiutano a capire cosa non sta funzionando».

Per maggiori informazioni contattare il Servizio Adulti e Territoriodella Diaconia Valdese.

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