Il Summit Usa-Corea del Nord e l’auspicio del Cec

Tveit: «Preghiamo affinché questo incontro contribuisca a creare nuove possibilità di coesistenza pacifica, giustizia e ricongiungimento»

Lo scorso 7 giugno a Seoul si è tenuta una veglia per pregare affinché l’incontro di oggi, 12 luglio, tra Donald Trump e Kim Yong-un, potesse portare a un percorso di pace nella penisola coreana.

In concomitanza, nel mondo, molte chiese e organismi ecumenici e religiosi si sono uniti alla veglia e tra questi, anche il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) a Ginevra.

Questa mattina, dunque, poco prima delle 9 ora locale (le 3 della notte italiana) il presidente americano Trump e il leader nordcoreano Jong-un, si sono incontrati per la prima volta nell’isola di Sentosa (Singapore).

Camminando l’uno verso l’altro, i due leader politici si sono stretti la mano e, dopo qualche secondo, si sono rivolti verso le telecamere e le macchine fotografiche dei giornalisti presenti.

Il Consiglio ecumenico delle chiese ha espresso speranza per l’esito positivo dell’incontro e «che da questo summit possa emergere qualcosa di nuovo, capace di trasformare la lunga e tragica storia di oppressione coloniale, conflitto, scontro e divisione che hanno afflitto il popolo coreano», ha affermato il segretario generale del Cec, Olav Fykse Tveit che ha concluso, «preghiamo affinché questo incontro contribuisca a creare nuove possibilità di coesistenza pacifica, giustizia e ricongiungimento».