La Federazione protestante di Francia davanti alle sfide dell’oggi

Si apre domani la due giorni di lavori assembleari. Al centro, i nuovi equilibri alla luce dei nuovi ingressi di chiese membro in questi anni

Si apre domani sabato 28 gennaio nei locali dell’Esercito della Salvezza a Parigi l’annuale assemblea della Fpf, la Federazione protestante di Francia, che raggruppa più di trenta unioni di chiese riformate ed evangeliche e oltre ottanta associazioni ad esse legate.

La due giorni sarà soprattutto un importante momento di verifica del lavoro avviato lo scorso anno - su  impulso del Consiglio della Fpf e validato dall’ultima assemblea - relativo allo studio dei legami fra le varie realtà che fanno parte della Federazione. Interrogarsi sul ruolo della Fpf nel panorama pubblico transalpino, ridefinire la propria identità protestante nell’attuale contesto sociale e prestare particolare cura a migliorare le relazioni fra i vari membri, alla luce anche dei nuovi ingressi che si sono succeduti in questi anni e che stanno creando nuovi equilibri. Questi i gravosi oneri che un gruppo di lavoro coordinato dalla teologa battista Valérie Duval-Pujol (che avevamo avuto modo di intervistare  LINK http://riforma.it/en/node/839 su Riforma.it durante la sua partecipazione al Sinodo dei vescovi cattolici del 2014 a Roma, in qualità di delegata fraterna, unica donna presente) e dal pastore Christian Krieger, presidente della Chiesa protestante riformata di Alsazia e di Lorena (Uepal),  hanno affrontato negli ultimi 12 mesi. Nel corso dell’assemblea verrà presentato l’esito dell’ampio dibattito che si è generato attorno a questi argomenti e che ha trovato una sua concretizzazione nel rapporto intitolato “Verso una visione rinnovata per la Federazione protestante di Francia, analisi e raccomandazioni per gestire le tensioni e rinforzare i legami federativi”. Già dal titolo il testo evidenzia come sia sentita come prioritaria la necessità di armonizzare i rapporti fra i vari membri, che rappresentano circa un milione di persone, divisi abbastanza equamente in tre parti fra Uepal, Epudf (chiesa protestante riformata e luterana) e corrente evangelica, quest’ultima in forte espansione. A partire dal rapporto i delegati saranno chiamati a riflettere sulle linee guide in grado di mostrare la prospettiva del futuro della Federazione. Un impegno importante dunque, che occuperà buona parte del programma. Al contempo non si potrà fare a meno di fare il punto sull’organizzazione degli avvenimenti legati al cinquecentenario della Riforma protestante, e spetterà al presidente Fpf François Clavairoly tirare le fila sul tema. Ospite nella giornata di sabato sarà Jean-Loius Bianco, più volte ministro e segretario generale dell’Eliseo per nove anni sotto la presidenza Mitterrand, e attuale presidente dell’Osservatorio sulla laicità, concetto cardine centrale nel dibattito pubblico d’oltralpe.Nella scaletta dei lavori non vi è cenno alla questione corridoi umanitari, la grade novità degli ultimi giorni, annunciata la scorsa settimana da Clavairoly e dal primo ministro Bernard Cazeneuve e che dovrebbe concretizzarsi a breve. Ma data l’importanza e l’urgenza dell’argomento è probabile che i delegati trovino il tempo per ragionare anche su questa nuova importante sfida, mutuata dall’esempio italiano.

 

 

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