Io sarò santificato in voi davanti alle nazioni; voi conoscerete che io sono il Signore; quando vi avrò condotti nella terra d’Israele, paese che giurai di dare ai vostri padri
Ezechiele 20, 41;42

I doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili
Romani 11, 29

Dono e vocazione. Sto riflettendo sui doni che Dio ha dato a me personalmente. Penso a doni basilari come quello della vita, dell’amore e anche il dono della fede. Poi mi vengono in mente doni specifici che Dio ha dato proprio alla mia persona per rendermi unica.

L’apostolo Paolo ci ricorda che i doni di Dio non sono fini a se stessi ma sono collegati a una vocazione. Mi chiedo quale sia la mia specifica vocazione che posso portare avanti proprio con i doni che Dio mi ha affidato. Mi chiedo se fino ad oggi ho utilizzato bene i miei doni. Mi chiedo se sto veramente vivendo quella vocazione irrevocabile.

In ambito protestante parliamo volentieri del sacerdozio universale e ricordiamo che Lutero collegava la vocazione con la professione (in tedesco: Berufung-Beruf) e sosteneva che una serva, che lavorava nella stalla e che metteva in gioco i suoi doni per il bene degli altri e, in tal modo, anche per Dio, non doveva essere considerata meno di un principe.

Penso che ci farebbe bene riscoprire questa visione luterana del lavoro. Essa m’invita a vivere la mia vocazione ogni giorno e, per di più, all’interno della mia quotidiana vita lavorativa. M’invita a mettere in gioco i doni che mi sono stati affidati per il bene del mio prossimo e per la gloria di Dio.

Mi pare già di sentire qualcuno che dice: il lavoro oggi non è più quello dei tempi di Lutero! Questo è vero in parte, ma in parte non lo è. Riconosco che oggi tante persone devono lavorare in condizioni disumane e soprattutto in una condizione segnata dalla mancanza di senso. Sì, ci sono tante, troppe persone che vorrebbero lavorare e non trovano la possibilità di farlo. Non è giusto che sia così.

Però, credo che anche oggi Dio offra a ognuno la sua vocazione, e non importa se la si può vivere in un mestiere retribuito o no. È una vocazione da vivere, sono dei doni da mettere a frutto, è la volontà irrevocabile di Dio. E questa volontà voglio viverla per il bene del mio prossimo e per la gloria di Dio.