Donne africane impegnate a porre fine a fame e povertà

4 giorni di lavoro a Washington per creare strumenti volti a implementare la presenza femminile nelle società in crisi

Donne africane di fede provenienti sia dal continente nero che figlie dell'immensa diaspora che nei secoli le ha portate nel mondo si sono riunite a Washington per ragionare e deliberare su questioni che riguardano l'empowerment cioè il rafforzamento della presenza femminile nella società, l'importanza del far sentire con forza la propria voce e il proprio peso elettorale per attivare azioni capaci di sconfiggere la fame e la miseria.

Dal 9 al 12 giugno si è quindi svolta la prima riunione del neonato Paween, il network ecumenico delle donne pan-africane, sostenuto e promosso dal programma di Educazione teologica ecumenica, attività che fa capo al Cec, il Consiglio ecumenico delle chiese.

Durante la preghiera di apertura, la vescova Teresa Snorton della Chiesa metodista episcopale cristiana, ha sottolineato l'importanza rivestita da azioni ispirate dalla fede personale quali la compassione e la capacità di aiutare il prossimo, caratteristiche così radicate nelle donne africane. Ha ricordato come «Dio raccolga gli avanzi, gli ultimi, i pezzi rotti, e li trasforma in qualcosa che nemmeno possiamo immaginare, perché Dio non spreca nulla».

La consultazione è stata ospitata dalla Howard University, con alcuni eventi che si sono svolti alla chiesa episcopale di Capitol Hill e in altri luoghi simbolo di pellegrinaggio spirituale.

Le delegate e i delegati hanno ragionato sulle vicende di donne di discendenza africana e le loro battaglie per un mondo migliore. I lavori hanno avuto il loro culmine con la stesura di due testi relativi all'importanza del ruolo femminile per porre fine alle sofferenze del mondo. Il primo si concentra sulla sproporzione a danno delle donne nel numero di esseri umani colpiti da malnutrizione e violenze. Il secondo testo ha insistito sull'importanza decisiva della formazione delle ragazze, così da poter migliorare il proprio impiego, il proprio reddito, la propria autonomia e il proprio peso specifico nel meccanismo decisionale e politico.

Il senatore della Sud Carolina Tim Scott, intervenendo alla riunione ha condiviso con i presenti la personale esperienza educativa, plasmata da vari modelli di ruolo materno che l'hanno spinto ad un forte impegno sociale: «Le donne possono contribuire a offrire nuove visioni del mondo e le comunità di fede sono partner decisivi nella lotta per il superamento della povertà».

Nel loro messaggio le donne presenti hanno evidenziato di lavorare al momento al fianco di altre donne colpite dalla miseria, ascoltando le problematiche più pressanti e impegnandosi a far nascere un cambiamento culturale del ruolo femminile.

«Abbiamo bisogno di creare economie alternative per finanziare i nostri sforzi volti a darci la speranza di vivere la nostra libertà. Abbiamo tutto quello che ci serve non per liberarci, ma per vivere realmente la libertà» recita il testo conclusivo, che continua «Abbiamo bisogno di coltivare il dono spirituale di poter ascoltare la voce di Dio ascoltata e visto in mezzo a noi».

Paween punta con forza alla formazione di nuove generazioni di donne capaci di inserirsi nelle rispettive società e di farsi portatrici di valori cristiani, troppe volte relegati in secondo piano.

«In quanto donne africane e di fede dobbiamo sfidare e scuotere le strutture istituzionali oppressive, le norme sociali e culturali che perpetuano la discriminazione e pongono barriere di fronte alle speranze di tante ragazze e donne».

Traduzione da Cec.

Immagine: via flickr.com, utente Bread for the World

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