Rifugiati a Napoli. Ennesimo rinvio della Prefettura

Lettera aperta della pastora valdese Thesie Müller: «Vivo non per odiare, ma per amare»

Prima di lunedì 10 agosto non sarà data risposta alla richiesta di sospensione del provvedimento con il quale sono state revocate le misure di accoglienza per i 18 migranti espulsi ingiustamente dalla struttura «Villa Angela» a Terzigno (Na). È quanto ha fatto sapere ieri la Prefettura, a conclusione di un’altra intera giornata di presidio in Piazza del Plebiscito a Napoli.

Ieri sera i 17 profughi sono stati ospitati presso la chiesa valdese e metodista del Vomero (in mancanza del pronunciamento prefettizio, non si è concretizzata la proposta della Acli di ospitare i ragazzi presso la sede del Patronato in corso A. Lucci).

Da stamane c’è nuovamente un presidio fuori la Prefettura, come monito alle istituzioni e alla città tutta a non dimenticare quei ragazzi che chiedono di essere reinseriti nel programma di accoglienza.

La pastora valdese Thesie Müller ha scritto una lunga lettera aperta nella quale denuncia che da oggi «porta il lutto», a motivo della vicenda di questi 18 ragazzi - «suoi figli» lei li chiama» -, vicenda che si inserisce nella più ampia questione migratoria del nostro paese.

La pastora parte dal coraggio di altre due donne: Antigone, la coraggiosa donna di Tebe che seppellì il fratello andando contro l’ordine del re (cfr. Sofocle); e Rizpa, figura biblica dell’Antico Testamento che, per essere accanto ai suoi figli morti, sfida il divieto del re Davide di seppellirli (cfr. II Samuele 21). E poi prosegue:

«Oggi, il 7 agosto 2015, anche io porto il lutto.
Porto il lutto per tutti coloro che sono affogati nel Mediterraneo mentre erano alla disperata ricerca di una vita degna di essere chiamata così.
Porto il lutto per tutte le persone che bussano alle porte della “fortezza Europa” e che non vengono trattate come esseri umani ma come numeri.
Porto il lutto per questi “miei figli” che grazie a Dio sono ancora vivi, per questi 18 fratelli richiedenti asilo che sono stati denunciati ed allontanati dalla struttura presso la quale erano ospitati (il Centro di accoglienza Villa Angela a Terzigno). Questo perché hanno avuto il coraggio di denunciare, documentandolo con un video, le condizioni nelle quali erano costretti a vivere.
Porto il lutto perché la Prefettura di Napoli, pur avendo promesso di dare una risposta rapida (al massimo 3-4 giorni) alla richiesta di revocare, modificare o sospendere il provvedimento amministrativo emesso nei confronti dei 18 ragazzi, rimanda di giorno in giorno la comunicazione di una risposta, umiliandoli ancora nella loro dignità.
Porto il lutto sì, ma faccio mio il motto di Antigone e di Rizpa: “Vivo non per odiare, ma per amare”».

Questa sera i 17 profughi si sposteranno a Portici presso l’Istituto Antoniano, grazie all’interessamento di don Gaetano Castello, delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Napoli, che negli ultimi giorni ha seguito personalmente la vicenda.

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