Calais. In aumento i migranti che tentano di raggiungere il Regno Unito

La Chiesa d’Inghilterra ha criticato Cameron per la sua retorica che istiga all’odio contro i migranti

Preoccupa sempre più la situazione a Calais, sul versante francese della Manica, dove migliaia di migranti cercano ogni giorno di introdursi nella galleria che corre sotto la Manica e arriva fino a Dover, nel Regno Unito. I migranti provano a salire di nascosto sui tir diretti nel Regno Unito quando sono fermi ad una area di servizio o quando sono in coda per montare sui treni dell’Eurotunnel, la società privata franco-britannica che gestisce il tunnel.


I controlli della polizia francese e inglese sono particolarmente severi. Negli ultimi giorni sarebbero stati circa 1.500 gli immigrati che hanno tentato la traversata e tra questi sono in aumento donne e bambini. Da giugno almeno 10 persone hanno perso la vita nel tentativo di superare il canale.

Sull’emergenza immigrati è intervenuto il premier britannico, David Cameron, che ha promesso il pugno duro, assicurando che invierà «cani da fiuto e reticolati», e ha definito l’ondata di migranti «uno sciame di gente in arrivo dal Mediterraneo».


Le affermazioni di Cameron sono state bacchettate dalla Chiesa d’Inghilterra che ha criticato il primo ministro per la sua «retorica che non aiuta». In particolare il vescovo di Dover, rev. Trevor Willmott, ha accusato figure politiche di spicco, tra cui Cameron, di aver «dimenticato la loro umanità», e ha attaccato alcuni media di «diffondere una tossicità» che istiga l’opinione pubblica contro i migranti. «Siamo diventati un mondo sempre più duro... Abbiamo bisogno di riscoprire che cosa significa essere un essere umano», ha detto Willmott, specificando che utilizzare un linguaggio meno duro «non significa non affrontare il problema. Significa affrontare la questione in modo non ostile».

Sull’emergenza a Calais domenica scorsa sono intervenuti anche i ministri degli Interni inglese e francese, Theresa May e Bernard Cazeneuve, con una lettera congiunta pubblicata sul quotidiano britannico Telegraph. «Ciò che ci troviamo davanti è una crisi migratoria mondiale. Questa situazione non può essere vista come una questione che riguarda solo due paesi. È una priorità a livello europeo e internazionale». E poi, bacchettando quegli stati che non sono riusciti a fermare i migranti (in primis l’Italia e la Grecia), May e Cazeneuve affermano che per risolvere il problema occorre «ridurre il numero di migranti che partono dall’Africa», smantellando le reti di trafficanti e scafisti attraverso la collaborazione tra servizi di intelligence europei. «Molti vedono l’Europa, e la Gran Bretagna in particolare, come un luogo che offre possibilità di guadagno. Ma le nostre strade non sono lastricate d’oro», si conclude la lettera.

Una fonte al ministero dell’Interno britannico ha fatto sapere che saranno spesi quasi 10 milioni di euro per costruire un chilometro e mezzo di barriera nel sito di Coquelles, mentre Eurotunnel ha predisposto l’installazione di una barriera di 600 metri vicino al luogo d’ingresso dei veicoli leggeri nel tunnel.

Il sogno dei padri fondatori di un’Europa dei popoli, delle opportunità, dell’uguaglianza cede il passo alla costruzione di un’Europa dei muri: a Ceuta, a Melilla, in Ungheria, in Grecia, a Cipro, in Sicilia, e ora a Coquelles. Ma non servirà l’ennesimo muro a fermare il crescente flusso di migranti che, fuggendo da fame, povertà e guerre, cerca disperatamente di raggiugere un luogo dove vivere una vita migliore.

Foto "Eurotunnel 11". Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.

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