La “Chiesa disordinata” per prendersi cura dei figli di genitori non praticanti

Pubblicata un’indagine condotta dal Consiglio metodista mondiale

La Commissione «Vita familiare» del Consiglio metodista mondiale ha appena pubblicato un rapporto dal titolo «Prendersi cura dei figli di genitori non praticanti». Nel rapporto, l’autrice Sarah Friswell parla di una «generazione mancante» di bambini cresciuti senza chiesa o senza Dio nella loro vita. Il rapporto (disponibile online anche in formato pdf) offre suggerimenti per l’azione, indicazioni bibliografiche, inni e alcuni materiali di preghiera per coloro che si occupano di questo fenomeno.

Sarah Friswell afferma che nel Regno Unito vi è una «generazione mancante», formata da bambini che sono cresciuti senza aver mai sentito parlare di Dio e senza sapere cosa sia una chiesa. Per la Friswell questo dipende dal fatto che i loro genitori, adulti compresi nella fascia di età tra i 20 e 40 anni, non hanno avuto alcuna esperienza di chiesa, o - se l’hanno avuta - risale al tempo in cui erano bambini molto piccoli che frequentavano la Scuola domenicale.

Per colmare questo “gap” e per dare alle famiglie “senza chiesa” un’introduzione alla fede cristiana, molte chiese di diverse denominazioni, tra cui la Chiesa metodista del Regno Unito, stanno sperimentando nuovi modelli di chiesa, chiamati “Espressioni fresche” (fresh expressions): si tratta di nuovi modi di essere comunità, spesso organizzati a latere di una chiesa tradizionale, ma con una propria identità e un proprio modo di esprimersi.

Un esempio di chiesa che prova a dare nuova freschezza al modello di chiesa tradizionale è la Chiesa disordinata (Messy Church), che dal 2006 sta crescendo e si sta sviluppando non solo nel Regno Unito ma in tutto il mondo. La Chiesa disordinata combina insieme: attività laboratoriali basate sulla Bibbia, il culto e la possibilità di condividere il cibo insieme come una sola famiglia. La Chiesa disordinata «cerca di essere una comunità di culto per tutte le età, centrata su Cristo, e che mostra l’ospitalità cristiana, dando alle persone la possibilità di esprimere la propria creatività, di sedersi insieme per mangiare un pasto e di divertirsi in un contesto ecclesiastico», afferma Sarah Friswell.

Quelle chiese che hanno iniziato un’esperienza di Chiesa disordinata hanno visto una risposta positiva da parte delle famiglie che non avevano mai avuto in precedenza esperienza di chiesa. Sia i bambini che gli adulti fanno domande, perché l’atmosfera è rilassata e favorevole alla discussione. Non vi è alcuna pressione né a “fare” qualcosa né a diventare membro o frequentare regolarmente. Eppure l’esperienza ha dimostrato che con il tempo le famiglie hanno cominciato ad avere un senso di appartenenza alla Chiesa disordinata, le amicizie crescono e le domande si fanno più profonde. «La Chiesa disordinata è un luogo dove nuovi discepoli possono essere seguiti con cura, mai compiendo delle forzature, ma consentendo ai semi della fede di cominciare a crescere», conclude Friswell.

Fonte: WMC

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