Una cappellana carceraria alla guida della Kirk
La Chiesa di Scozia ha nominato la pastora Jill Clancy, attualmente in servizio presso il più grande istituto penitenziario del paese come moderatora per il 2027
Per la prima volta nei suoi 466 anni di storia, la Chiesa di Scozia ha nominato una cappellana carceraria alla carica di moderatora della sua Assemblea Generale.
La pastora Jill Clancy, 56 anni, attualmente in servizio presso il carcere HMP Barlinnie di Glasgow, assumerà l’incarico nel maggio 2027, diventando la settima donna a ricoprire tale ruolo.
Clancy, che ha trascorso gli ultimi nove anni lavorando nel più grande istituto penitenziario della Scozia, succederà all’attuale Moderatore, il reverendo Gordon Kennedy.
In qualità di Moderatora, presiederà l’Assemblea Generale annuale della Chiesa, durante la quale i rappresentanti discutono questioni riguardanti la governance, il ministero e l’orientamento futuro dell’istituzione.
Trascorrerà inoltre un anno rappresentando la Chiesa di Scozia, sia a livello nazionale che internazionale, interfacciandosi con partner ecumenici, leader di altre fedi e comunità locali, oltre a visitare i presbiteri e i progetti ecclesiali.
Riflettendo sulla sua nomina, Clancy ha ammesso di essersi inizialmente chiesta se fosse adatta a un ruolo di tale rilievo. «Nutro gli stessi dubbi riguardo all’incarico di Moderatora che avevo quando ho ricevuto la chiamata al ministero: sono troppo giovane, non abbastanza intellettuale e ho un marcato accento dell’Ayrshire (una delle contee tradizionali situata nella zona sud-occidentale della Scozia, ndr.)», ha dichiarato.
Tuttavia, si è detta convinta che la sua nomina rientri nel disegno divino, pur riconoscendo che il suo approccio potrebbe non essere gradito a tutti. «So che non piacerò a chiunque, ma io sono fatta così; Dio ha una ragione e uno scopo nel chiamarmi a questo ruolo, proprio in questo particolare momento della vita della Chiesa», ha osservato.
Originaria di Kilwinning, nell’Ayrshire settentrionale, Clancy ha prestato servizio come pastora in diverse parrocchie – a Gourock, Glasgow e nell’Ayrshire – prima di dedicarsi alla cappellania carceraria.
Presso l’HMP Barlinnie, dove ricopre il ruolo di unica cappellana a tempo pieno, il suo ministero consiste nell’offrire sostegno spirituale e pastorale sia ai detenuti che al personale. Durante il primo lockdown per il COVID-19, ha inoltre contribuito a mantenere un senso di connessione all’interno del carcere gestendo la stazione radio “Barbed Wireless” con lo pseudonimo di “DJ Jolly Jilly”.
La sua candidatura giunge in una fase di profondo cambiamento sia per la Chiesa di Scozia che per il penitenziario HMP Barlinnie, la cui chiusura è prevista per il 2028, in seguito all’apertura di una nuova struttura detentiva nelle vicinanze.
Clancy ha rivelato di non aver mai preso in considerazione, in precedenza, l’idea di diventare Moderatora, dopo alcune settimane di riflessione, Clancy ha accettato di procedere con la candidatura.
Guardando al futuro, ha affermato che il suo mandato come Moderatora sarà incentrato sul comandamento cristiano di amare Dio e il prossimo, un principio che ha anche plasmato il suo ministero tra i detenuti.
Riflettendo sul proprio vissuto, Clancy ha dichiarato: «Nella mia vita c’è stato un grande percorso di guarigione. Ho dovuto affrontare molte situazioni, così come le affrontano le persone con cui lavoro. (…) Aiuto loro a fare lo stesso: ad amare se stessi, ad amare gli altri, a rispettare il prossimo e a comprendere l’importanza della vita».
La sua nomina è stata accolta con favore anche dallo Scottish Prison Service (SPS), che ha acconsentito a concederle un distacco per la durata di un anno.
Il reverendo Graham Bell, consulente per l’assistenza spirituale (chaplaincy) presso l’SPS, ha descritto la nomina come un meritato riconoscimento per gli anni di servizio di Clancy. «Nel corso di molti anni, Jill ha dato un contributo eccezionale all’assistenza spirituale in ambito carcerario», ha affermato. «Attraverso il suo ministero, ha offerto un sostegno compassionevole sia alle persone affidate alle nostre cure che al personale, infondendo energia, calore e dedizione in tutto ciò che fa».