Paula White al Senato: tre realtà evangeliche hanno declinato l’invito

Alleanza Evangelica Italiana, Tavola Valdese e UCEBI motivano la scelta di non partecipare all’incontro del 27 ottobre al Senato con Paula White e Jennifer Korn

 

L’Alleanza Evangelica Italiana (AEI), la Tavola Valdese e l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI) hanno declinato l’invito del senatore Lucio Malan a partecipare all’incontro istituzionale del 27 ottobre presso il Senato della Repubblica con Paula White, Senior Advisor del White House Faith Office, e Jennifer Korn, direttrice dello stesso Ufficio.

 

L’iniziativa, organizzata in occasione della visita in Italia delle due rappresentanti statunitensi sotto l’egida del Dipartimento di Stato, era dedicata alla tutela delle minoranze religiose, alla libertà di culto e al contrasto delle discriminazioni fondate sulla fede.

 

L’Alleanza Evangelica Italiana, con una nota del 28 ottobre (www.alleanzaevangelica.org), ha ringraziato il senatore Malan per l’attenzione istituzionale, motivando tuttavia la decisione di non partecipare con «profonde riserve teologiche rispetto alla figura e al ministero pubblico di Paula White e al modello di rapporto tra fede e potere politico che essi esprimono». L’AEI ha sottolineato che la libertà religiosa e la tutela delle minoranze devono essere affrontate «preservando (…) l’autonomia delle comunità di fede e la distinzione tra testimonianza evangelica, potere politico e interessi di parte».

 

Anche la Tavola Valdese ha declinato l’invito, «ritenendo che le posizioni teologiche espresse in passato dalla signora White non siano compatibili con la comprensione che le chiese metodiste e valdesi hanno della fede cristiana. In più occasioni, infatti, – si legge su www.chiesavaldese.org – le chiese metodiste e valdesi hanno espresso pareri critici nei confronti di una visione spirituale e teologica come quella sostenuta dalla stessa White. Pur riconoscendo come fondamentali i temi della libertà di culto e di espressione così come quello della difesa delle minoranze, la Tavola Valdese non ritiene che le posizioni di Paula White la rendano un’interlocutrice autorevole in relazione a tali questioni».

 

Il presidente UCEBI, pastore Alessandro Spanu, nella sua lettera – riportata su www.ucebi.org – esprimendo riserve di fondo nei confronti del White House Faith Office, ha affermato che «la tutela della libertà religiosa e delle minoranze debba essere perseguita nel pieno rispetto del principio della laicità dello Stato, senza che le istituzioni pubbliche assumano un ruolo di indirizzo o di promozione in materia di fede». A tali riserve si aggiungono, nella risposta di Spanu, quelle suscitate da alcune iniziative riconducibili all’Ufficio e a Paula White, tra cui «la preghiera per il presidente Trump e i gesti di imposizione delle mani in occasione dell’inizio della guerra contro l’Iran. Manifestazioni che, pur potendo rientrare nella libertà di espressione religiosa dei singoli, sollevano interrogativi quando sono associate a un organismo istituzionale della Casa Bianca. Da esse ho pubblicamente preso le distanze in una mia dichiarazione dello scorso 9 marzo».

 

Le tre prese di posizione si inseriscono in un dibattito più ampio sul White House Faith Office e sul ruolo assunto da Paula White nell’amministrazione Trump. Come ricorda il politologo Paolo Naso in un suo articolo (https://riforma.it/2026/01/14/rivoluzione-maga-e-nazionalismo-cristiano/), la predicatrice è riconducibile alla cosiddetta teologia della prosperità, una corrente che associa la benedizione divina al benessere materiale e alla ricchezza individuale. Una prospettiva che solleva questioni teologiche e sociali, soprattutto quando la fede viene strettamente intrecciata con il potere politico.

 

Le decisioni di AEI, Tavola Valdese e UCEBI non mettono in discussione l’importanza della libertà religiosa e della protezione delle minoranze, ma richiamano la necessità di tutelarle attraverso istituzioni capaci di garantire pluralismo, imparzialità e autonomia delle comunità di fede.