Genitori e adolescenti: per un dialogo che vinca l’incertezza
Firenze, 3 novembre: «Per una genitorialità consapevole», convegno per approfondire le strategie di intervento e sostegno alle famiglie, in una fase di estrema attenzione sociale
«L’impegno della Chiesa valdese nei confronti dell’infanzia e dell’adolescenza ha radici profonde, che affondano in una storia di quasi due secoli. Fin dalla metà dell’Ottocento, si è concretizzata in opere educative e sociali come scuole, orfanotrofi e istituti. Questo impegno storico, però, non è mai stato un esercizio di nostalgia o la ripetizione di formule passate. Al contrario, la vocazione è sempre stata quella di leggere i “segni dei tempi”, di confronto con le continue mutazioni sociali, con l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e psicopedagogiche, per adeguare costantemente il pensiero e l’agire».
Così Daniele Massa, presidente della Csd – Diaconia valdese, l’ente che gestisce le attività socio-assistenziali e di solidarietà dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, apriva il convegno 2025 organizzato dai Servizi educativi della Diaconia valdese fiorentina e dedicato ancora una volta all’adolescenza. Da anni, infatti, l’impegno degli operatori diaconali in questo ambito si è fatto più strutturato, e ha compreso una serie di momenti pubblici per ragionare insieme sulle sfide che le generazioni più giovani si trovano ad affrontare.
Le cronache di queste settimane ci ricordano ancora una volta quanti siano i livelli che si devono intersecare nell’approcciare la materia. Giovani che chiedono spazi, riconoscibilità, futuro.
«Ogni tempo ha le sue sfide, e ogni generazione merita di essere ascoltata e compresa con strumenti nuovi e sguardi aggiornati» concludeva il suo intervento Massa.
Ecco perché tale percorso si arricchirà martedì 3 novembre di una nuova tappa, sempre a Firenze, per ragionare questa volta sul centrale ruolo genitoriale, a sua volta alle prese con società in rapido cambiamento. Servono strumenti, chiavi di lettura, spazi di confronto.
«A un ragazzo in difficoltà corrisponde una famiglia in difficoltà, di conseguenza qualunque progetto di intervento per i figli non può prescindere da un percorso di sostegno per i genitori, pena l’inefficacia della presa in carico o, peggio ancora, l’alterazione degli equilibri familiari, magari deleteri, ma funzionali: da questa considerazione è stata creata una nuova offerta» ci spiega Gianluca Palmieri, responsabile di PerForma/ Servizi di Counseling della Diaconia valdese. PerForma, nato nel 2017 promovendo dei percorsi di counseling per adolescenti, negli anni si è ampliato e adesso comprende, in convenzione con la Società della Salute, anche percorsi di sostegno alla genitorialità.
«Abbiamo proposto questo progetto perché riteniamo importante una presa in carico dell’intero nucleo familiare – prosegue Palmieri –; le problematiche degli adolescenti presentano criticità multifattoriali e molto spesso la componente maggiormente impattante riguarda le relazioni familiari, per cui è necessario un modello di intervento sistemico che può realmente rendere efficace la presa in carico dell’intero nucleo familiare. Quando fu proposto, non era scontato che funzionasse, perché da sempre è molto complicato lavorare con i genitori, invece stiamo assistendo, nella maggior parte dei casi inviati dall’ente pubblico, a una forte volontà adulta di mettersi in discussione, di crescere, di fare il possibile per superare i problemi e rendere le relazioni familiari realmente significative».
«La realtà socio-economica in cui viviamo risulta essere sempre più complessa e frammentata e ciò ha creato uno smarrimento piuttosto diffuso e un senso di estrema precarietà che coinvolge anche l’ambito familiare. Cambia il ruolo genitoriale e ciò può comportare criticità, ma anche opportunità. Questo è il messaggio che tali momenti pubblici vogliono lasciare».
«Un tempo – conclude Palmieri – la maggior parte dei ragazzini che accedeva ai nostri servizi veniva da situazioni in cui vi erano difficoltà economiche e uno scarso livello socioculturale; adesso non è più così, ci sono problematiche a tutti i livelli sociali, talvolta in forme ancora più complesse rispetto ai contesti precedenti. Ci sono stati dei segnali negli ultimi dieci/dodici anni che ci dicono che c’è un nuovo modo di soffrire delle nuove generazioni, una sofferenza molto diversa da chi era cresciuto all’epoca della famiglia tradizionale normativa, questi adolescenti crescono dovendosi prendere carico di una fragilità degli adulti senza precedenti».
Lo scorso anno Matteo Lancini, psicoterapeuta della Fondazione Minotauro, al convegno fiorentino ammoniva: «Se consideriamo il mondo in cui costringiamo a vivere i nostri figli (fra guerre, devastazione ambientale, individualismo estremo, violenza di genere irrisolte…) non possiamo poi stupirci che i ragazzi stiano male, che siano dominati da quella che noi chiamiamo ansia, ma che è una vera e propria angoscia. I più giovani stanno cercando di ricordarci dell’esistenza di cose che noi abbiamo rimosso: dobbiamo ascoltarli, senza per forza avere una soluzione ai loro (e nostri) mali».
L’evento è organizzato da PerForma/ Servizi di Counseling della Diaconia valdese, tramite coprogettazione con la Società della Salute. All’evento collaborano Il Centro Famiglie Firenze, i Servizi sociali del comune di Firenze e l’Azienda Usl Toscana centro.
