Attentato contro una chiesa greco-ortodossa in Giordania

Nove le vittime. Le chiese locali: «questo atto abominevole e sanguinoso non minerà la nostra unità nazionale né la nostra fermezza»

 

Il 23 ottobre 2026, tre uomini armati hanno aperto il fuoco contro una chiesa greco-ortodossa durante una processione funebre nel villaggio giordano di Hmoud, vicino a Karak , uccidendo almeno nove persone e ferendone altre quaranta.

Gli aggressori hanno sparato contro i fedeli dall’esterno della chiesa e hanno continuato l’attacco per diversi minuti. Le forze di sicurezza giordane hanno quindi avviato una caccia all’uomo per individuare i responsabili. Il Ministero dell’Interno del Paese ha descritto gli aggressori come un gruppo di estremisti, mentre le notizie relative a un video in cui avrebbero giurato fedeltà allo Stato Islamico sono al momento non verificate.

 

In una dichiarazione, il patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme ha condannato l’attacco alla chiesa di San Giorgio e si è unito al cordoglio delle famiglie delle vittime, del popolo giordano e della leadership hashemita. 

«Restiamo fiduciosi nella capacità dei nostri servizi di sicurezza di agire con rapidità e professionalità per assicurare alla giustizia i responsabili di questi atti terroristici», si legge nella dichiarazione.  «Nonostante l’immenso dolore inflitto alla Giordania nel suo complesso e a tutte le persone di coscienza nel mondo, questo atto abominevole e sanguinoso non minerà la nostra unità nazionale né la nostra fermezza».

 

Il patriarcato ha espresso la convinzione che la società giordana rimarrà resiliente contro ogni ideologia oscura ed estremista e che questo atto criminale è estraneo all’Islam moderato del paese.«Esortiamo i nostri fedeli e tutti i credenti a rimanere saldi e a pregare in questi momenti difficili», conclude il testo.  «Che Dio protegga la Giordania e il popolo giordano».

 

Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, il pastore Jerry Pillay, ha voluto espriemere «le nostre più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e preghiere per la guarigione dei feriti. Siamo solidali con le chiese e il popolo giordano. I forti legami di amicizia e di reciproco rispetto tra cristiani e musulmani in Giordania non saranno scalfiti da questo atto di violenza. Chiediamo la protezione di tutti i luoghi di culto, comprese chiese e moschee, affinché tutti possano riunirsi in preghiera in pace e sicurezza».

 

Intanto lunedì mattina 26 ottobre le forze di sicurezza giordane hanno arrestato tre persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato. Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato, gli arresti sono stati effettuati nell’ambito di un’operazione congiunta che ha coinvolto unità investigative e reparti specializzati. L’emittente, attraverso un messaggio su X, ha precisato che «tutti e tre sono rimasti feriti durante uno scontro a fuoco».

 

 

 

La città di Gerico, con la Giordania sullo sfondo. Foto: Albin Hillert/WCC