Continua il calo dei membri nella Chiesa episcopale USA

I dati del 2025 confermano una tendenza in atto da decenni, condivisa da altre denominazioni protestanti storiche

 

La Chiesa episcopale degli Stati Uniti ha registrato un ulteriore calo nel numero di fedeli e nella partecipazione alle funzioni religiose: i nuovi dati indicano che gli iscritti sono scesi sotto la soglia di 1,5 milioni, nonostante una parziale ripresa della partecipazione alle funzioni dopo la pandemia di Covid-19.

Secondo il “Parochial Report” (rapporto parrocchiale) del 2025, la Chiesa conta oggi 1.425.065 fedeli, contro i quasi 2 milioni del 2015, confermando una tendenza al ribasso in atto da decenni.

 

La Chiesa episcopale – appartenente alla Comunione anglicana mondiale e nota per le sue posizioni progressiste su temi quali il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’ordinazione di membri del clero LGBTQ – ha riconosciuto il costante calo dei fedeli. Gli ultimi dati rivelano che la media dei partecipanti alle funzioni domenicali in presenza è scesa a 407.001 unità nell’ultimo anno, un dato in calo rispetto ai quasi 600.000 di dieci anni fa e ai 413.034 registrati nel 2024.

 

Sebbene la partecipazione sia risalita rispetto al minimo di 300.000 presenze toccato nel 2021, i livelli rimangono inferiori a quelli pre-pandemici; la Chiesa precisa inoltre che, a causa di alcune modifiche nei metodi di raccolta dei dati introdotte nel 2024, i confronti con il passato vanno interpretati con cautela.

Nel 2025, una media di 116.936 persone ha seguito le funzioni domenicali tramite dirette streaming, mentre la congregazione ha registrato in media una partecipazione complessiva – tra presenze fisiche e online – di appena 43 persone.

 

Il rapporto si basa sulle risposte fornite da 6.131 congregazioni, che rappresentano il 91,9% delle parrocchie e missioni episcopali negli Stati Uniti.

I dati di quest’anno includono anche i risultati di un’indagine condotta nel 2024 dall’Hartford Institute of Religion Research, che ha coinvolto 2.541 persone appartenenti a 123 congregazioni episcopali.

I risultati sollevano interrogativi sulla capacità della denominazione di attrarre una nuova generazione di fedeli. Il sondaggio del 2024 ha rilevato che il 57% degli episcopaliani ha un’età pari o superiore ai 65 anni, mentre solo il 10% si colloca nella fascia tra i 18 e i 34 anni. L’età media dei membri della chiesa è risultata pari a 60 anni.

 

L’indagine ha inoltre rivelato che la maggior parte delle persone che si sono unite di recente alle congregazioni episcopaliane aveva già familiarità con la vita ecclesiale. Sebbene quasi un terzo (32%) degli intervistati abbia iniziato a frequentare la propria chiesa attuale negli ultimi cinque anni, il 77% di questi nuovi arrivati ​​proveniva da un’altra congregazione.

Un ulteriore 20% è tornato in chiesa dopo molti anni di assenza, mentre solo il 3% ha dichiarato che si trattava della prima esperienza in assoluto all’interno di una congregazione. Il rapporto ha definito questa dinamica come una “crescita basata sul trasferimento, non sulla conversione”, sottolineando la percentuale limitata di nuovi membri privi di un pregresso vissuto in ambito ecclesiale.

 

Nonostante l’invecchiamento dei fedeli, il sondaggio ha evidenziato che, tra i fedeli di età inferiore ai 35 anni, quasi nove su dieci (89%) nutrono ottimismo riguardo al futuro della propria chiesa. Anche i fedeli già presenti mostrano un elevato livello di partecipazione: il 92% frequenta le funzioni almeno una volta al mese e il 65% svolge regolarmente attività di volontariato.

In un contesto caratterizzato da un calo del numero dei membri, le congregazioni episcopaliane individuano nei bambini, nei giovani e nelle famiglie la loro principale fonte di speranza per il futuro. Interrogate sulle iniziative che infondono speranza per il futuro della Chiesa, 1.289 congregazioni hanno indicato i programmi rivolti a bambini, giovani e famiglie. L’attenzione verso le persone in difficoltà è stata menzionata da 1.094 congregazioni, mentre 1.000 hanno fatto riferimento a collaborazioni con la comunità. L’impegno verso la comunità è rimasto un aspetto significativo della vita delle congregazioni: oltre tre quarti delle chiese episcopali hanno dichiarato di partecipare ad attività di sostegno a favore di persone in stato di bisogno.

 

Il calo del numero di fedeli nella Chiesa episcopale segue una tendenza analoga a quella riscontrata in altre denominazioni protestanti “mainline” (storiche) di orientamento teologicamente liberale negli Stati Uniti.

All’inizio di quest’anno, la Chiesa presbiteriana americana (PCUSA) ha reso noto di aver perso, nel corso del 2025, 26.845 membri e 128 congregazioni, portando il numero complessivo dei fedeli a 1.019.003. Sebbene la denominazione abbia definito tale diminuzione del 2,6% come il tasso di calo più contenuto registrato nell’ultimo decennio, il numero dei membri è sceso in modo significativo rispetto agli oltre 2,5 milioni del 2000.

 

Analogamente alla Chiesa episcopale, anche la Chiesa presbiteriana (USA) presenta una base di fedeli dall’età media elevata: il 60% dei membri ha più di 55 anni, mentre solo il 4% ha 18 anni o meno. Entrambe le denominazioni hanno adottato posizioni progressiste in merito alla sessualità e alla leadership ecclesiale; tali scelte hanno dato adito a divergenze teologiche e, in alcuni casi, all’abbandono da parte di intere congregazioni. La Chiesa presbiteriana (USA) ha visto il distacco di centinaia di congregazioni in seguito alla decisione, presa nel 2011, di consentire l’ordinazione di persone omosessuali (gay e lesbiche) non tenute al celibato.