Gesù, il buon pastore
Un giorno una parola – commento a Giovanni 10, 14
Il Signore è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura
Salmo 100, 3
Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me
Giovanni 10, 14
L’immagine del pastore e delle pecore forse oggi non è più “parlante” come un tempo; ma Gesù nel suo discorso illustra il significato profondo di questa similitudine, mostrando il volto del buon pastore con due espressioni ugualmente forti: aver cura e dare la vita.
In Marco 6, 34 ci viene detto che Gesù ebbe compassione della folla perché «erano come pecore senza pastore». Questo ci dà il senso della cura che Gesù ha per il popolo, evidentemente mal guidato da coloro che dovrebbero esserne la guida. Noi viviamo in una situazione non troppo distante da quella descritta nei Vangeli: ci troviamo in un momento di scoraggiamento e di disorientamento. E, di conseguenza, di rabbia. La conseguenza che vediamo è la mancanza di una prospettiva che orienti verso il futuro. E nuovi presunti pastori si impongono con la forza o con l’inganno a capo dei popoli.
Nella Passione vediamo la verità delle parole di Gesù, il quale è il nostro Signore e Salvatore non perché ha insegnato una filosofia di elevati contenuti morali, ma perché nella sua morte e nella sua resurrezione ci ha donato la vita.
L’immagine di Gesù come il buon pastore ci chiama dunque ad una dimensione inedita del nostro essere il gregge di Dio: non una massa di pecore che vaga senza meta, ma sorelle e fratelli che si amano, capaci di condividere ciò che hanno per la cura reciproca e per l’annuncio del Regno. Questa nuova dimensione del nostro rapporto con Dio, un Dio che «ci conosce per nome», che sa amare le sue creature fino a donarsi per loro, prospetta per noi un futuro per cui siamo disposti a lottare in prima persona al fine di smascherare i mercenari che vogliono prendere il posto del vero pastore, facendo in modo che il gregge di Dio non sia disperso e disperato, ma capace di annunciare il nuovo di Dio presente in Cristo. Amen.