L’Hiv e l’impegno delle chiese cristiane

Protocollo di intesa fra Consiglio Ecumenico delle Chiese e la rete Fast-Track Cities per affrontare il tema delle malattie sessualmente trasmissibili

Nel mese di luglio, il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) e Fast-Track Cities hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere la salute urbana in un’ottica ispirata alla fede.

Durante un evento collaterale svoltosi l’11 ottobre, in concomitanza con la conferenza di Fast-Track Cities a Berlino, Gracia Violeta Ross – responsabile del programma del Cec per l’HIV, la salute riproduttiva e le pandemie – ha presentato il protocollo d’intesa alla rete Fast-Track Cities, composta da sindaci, autorità cittadine, leader della sanità pubblica e rappresentanti delle comunità.

 

Fast-Track Cities è un’organizzazione globale senza scopo di lucro che collabora con oltre 600 municipalità in tutto il mondo per accelerare risposte eque, basate sui dati e incentrate sulla persona alle malattie trasmissibili e non trasmissibili, per rafforzare i sistemi sanitari urbani e per affrontare gli impatti del cambiamento climatico sulla salute attraverso la scienza dell’implementazione, partnership strategiche e il coinvolgimento delle comunità.

 

Il protocollo è corredato da un piano attuativo che prevede lo sviluppo di strumenti operativi (toolkit), attività di rafforzamento delle competenze e altre iniziative di collaborazione. 

«Questa conferenza  – ha detto Violeta Ross – segna un primo passo importante per trasformare l’accordo in azioni concrete e favorire il coinvolgimento all’interno della rete Fast-Track Cities. Troppo spesso – ha proseguito –  le chiese parlano di guarigione dei singoli individui trascurando le comunità e le città in cui le persone vivono».

 

Ross ha poi sottolineato come, oggi, «le città debbano affrontare sfide interconnesse: malattie trasmissibili e non trasmissibili, problemi di salute mentale, solitudine, sfollamento e minacce legate al clima». E ancora che «I sistemi sanitari pubblici non possono affrontare queste sfide da soli. Le comunità di fede possiedono qualcosa che non si può facilmente creare artificialmente: un capitale, quello della fiducia, della fede».

 

La visione alla base della partnership tra il Cec e Fast-Track Cities è quella di far sì che le comunità di fede non siano viste semplicemente come portatori di interesse, ma riconosciute come veri e propri partner nella salute urbana.

«Non si tratta semplicemente di un accordo di partenariato –  ha proseguito -, è un processo per imparare insieme in che modo le comunità di fede possano contribuire a creare città più sane e resilienti».