Sapienza e forza sono nelle mani di Dio

Un giorno una parola – commento a Daniele 2, 20

 

 

Sia benedetto eternamente il nome di Dio perché a lui appartengono la saggezza e la forza

Daniele 2, 20

 

 

Amen! Al nostro Dio la lode, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l’onore, la potenza e la forza, nei secoli dei secoli!

Apocalisse 7, 12

 

 

Ci sono momenti in cui vorremmo avere una risposta per tutto. Vorremmo capire perché una situazione è accaduta, quale strada prendere, che cosa ci aspetta domani. E quando le risposte non arrivano, può crescere dentro di noi una sensazione di smarrimento: come se, per andare avanti, avessimo bisogno di sapere e di controllare ogni cosa.

 

Il profeta Daniele pronuncia le parole che abbiamo letto dopo aver ricevuto da Dio la conoscenza di ciò che il re Nabucodonosor aveva chiesto di conoscere. E prima ancora di raccontare la risposta, Daniele benedice Dio. È come se riconoscesse che la cosa più importante non è avere finalmente una spiegazione, ma sapere a chi affidare ciò che ancora non comprendiamo.

 

Anche la nostra vita conosce domande senza risposta. Ci sono passaggi che non sappiamo interpretare, decisioni davanti alle quali ci sentiamo fragili, persone e situazioni che non possiamo cambiare. La fede non elimina questa incertezza. Può però insegnarci a non affrontarla come se tutto dipendesse dalla nostra capacità di capire e di essere forti.

 

«A lui appartengono la saggezza e la forza»: possiamo accogliere queste parole come una liberazione. Non dobbiamo sapere tutto. Non dobbiamo poter fare tutto. Possiamo chiedere a Dio sapienza quando non sappiamo quale strada scegliere, e forza quando le nostre forze vengono meno. E possiamo anche ricordare che nessuna attraversa la vita da sola: la sapienza può arrivare attraverso una parola, un incontro, una comunità, una persona che cammina accanto a noi. Affidiamo dunque a Dio ciò che non comprendiamo e riconosciamo, con umiltà e fiducia, che la sapienza e la forza sono nelle sue amorevoli mani. Amen.