Riconoscere le benedizioni di Dio
Un giorno una parola – commento a Salmo 103, 2
Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici
Salmo 103, 2
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo
Efesini 5, 20
La Scrittura odierna, con parole chiare e determinate, ci invita ad essere sempre riconoscenti e ad esprimere la nostra gratitudine a Dio in ogni circostanza.
Purtroppo, ai nostri giorni, sembra che stiamo vivendo un tempo dove l’ingratitudine la fa da padrona. I media, in generale, spingono fin troppo verso un ideale (o bisogno?) di ricchezza e benessere, costi quel che costi.
Capita spesso di notare giovani, e perfino bambini, sempre più esigenti nelle loro richieste verso i genitori, che mostrano in cambio poca o nessuna considerazione per le rinunce o gli sforzi che essi devono fare.
Purtroppo, come cristiani, nonostante la grazia ci abbia raggiunti immeritatamente, anche noi non siamo esenti da atteggiamenti simili.
Dunque, la parola di oggi ci rivela quanto negativa sia l’irriconoscenza umana, che ci impedisce di riconoscere le benedizioni che il Signore riversa ogni giorno su di noi: “le sue compassioni infatti non sono esaurite; si rinnovano ogni mattina” (cfr. Lam. 3).
Questa dimenticanza mette in luce una sorta di superficialità nei riguardi della volontà di Dio da parte nostra, pur essendo stati riscattati a caro prezzo, col sangue di Cristo.
Il dono di Cristo ci deve rammentare del continuo che tutto ciò che siamo e che abbiamo è dono, un immeritato dono che discende dall’Amore del Padre.
Essere grati, grate a Dio per quanto ci dona, ci mette nella condizione di riconoscere le benedizioni, quelle benedizioni che ci fanno ricchi: «Quel che fa ricchi è la benedizione del Signore» (Prov. 10, 22). Amen.