Sondrio. Il Centro evangelico di cultura riapre le porte… rinnovato
Una giornata di festa e riflessione, il 3 ottobre, ricordando la presenza protestante in Valtellina
Un anno fa abbiamo chiuso una porta, ma il 3 ottobre la riapriremo. In mezzo c’è stato un anno di incontri, progetti, polvere, scelte e lavoro: la ricerca degli architetti e poi degli artigiani, che abbiamo voluto fossero del territorio, perché anche rinnovare la sede del Centro evangelico di cultura di Sondrio significasse abitare la Valtellina e costruire relazioni.
Non è stato soltanto un restauro. Il lavoro si inserisce nel progetto triennale «Infrangi le apparenze. Raccontare la speranza in tempi di violenza» e prova a rispondere a una domanda: che cosa significa mantenere oggi una presenza evangelica culturale e comunitaria in Valtellina?
Una risposta è arrivata dal pavimento. Per realizzarlo abbiamo scelto la strada di un bando, chiedendo di immaginare non una semplice superficie, ma qualcosa capace di interpretare l’identità del Centro. Il progetto scelto, disegnato da Francesca Incerti, parte dall’idea di uno spazio «permeabile e continuo»: curve organiche attraversano l’ambiente e richiamano i terrazzamenti dei vigneti valtellinesi, il lavoro umano che si adatta alla natura e, lavorandola, ne ridisegna il paesaggio.
Anche i colori vengono dalla terra che ci circonda: i verdi, la pietra delle montagne, il giallo delle foglie e della luce, il rosso dei tetti e del terreno, l’azzurro dell’acqua e del cielo. Il disegno rimane volutamente astratto: non impone un significato, ma lascia a chi frequenterà il Centro la libertà di scoprirne altri. È forse questa l’immagine che più ci rappresenta: uno spazio comune che non prescrive un’unica lettura, ma rende possibile l’incontro.
Il 3 ottobre ci muoveremo così dalla memoria alla vita. Alle 10,30 da piazza Garibaldi, due passeggiate guidate da Jan-Andrea Bernhard e Silvia Perlini ripercorreranno la storia della città e le tracce della presenza protestante.
Nel pomeriggio, alle 16,20 riapriremo il Cec di via Malta 16. L’orario custodisce discretamente il ricordo del 1620: non una data dalla quale rivendicare qualcosa, ma una memoria da attraversare e trasformare.
In una terra segnata dal “Sacro Macello” e dalla successiva espulsione della presenza evangelica, il Cec, fondato nel 1974, nacque per restituire uno spazio alla pluralità. Dopo i saluti delle autorità, Romedi Arquint, presidente del Comitato direttivo, premierà Francesca Incerti e ringrazierà architetti e artigiani che hanno dato forma al nuovo spazio; seguiranno le voci degli amici del Centro e il taglio del nastro.
Alle 20,30 all’Auditorium Torelli, «Musica e Parola» con il Seraphims Gospel Choir intreccerà gospel e parola biblica, con Nicola Mariani e Veronica Maria Battistelli.
Un festeggiamento in più momenti per comprendere che il significato di questo spazio sta anche in quanto ci è dato fare per costruire la pace.