Casita Nazareth: cura e speranza per i bambini in Argentina

Una casa pastorale centenaria è stata trasformata in uno spazio di gioia e apprendimento che offre sostegno e speranza a oltre 20 bambini

 

Un secolo fa, era la casa del pastore e della sua famiglia della Congregazione Evangelica di Humboldt, situata nella provincia di Santa Fe, nel nord dell’Argentina. Dopo il trasferimento della famiglia pastorale, la casa rimase vuota, ma oggi è di nuovo piena di vita, gioia, giochi e apprendimento. Casita Nazareth, come viene chiamata ora, è un progetto diaconale gestito dalla Chiesa Evangelica del Río de la Plata, che offre uno spazio prezioso per il sostegno, la guida e lo sviluppo di bambini e ragazzi della comunità.

 

L’iniziativa si sostiene grazie all’impegno dei volontari e al generoso contributo di privati, residenti e aziende locali, che collaborano per rendere possibili le diverse attività e la manutenzione della struttura.

Il progetto è nato su iniziativa del diacono Rubén Mohr, che ha proposto di dare una nuova vita all’ex canonica, utilizzata dalla comunità per circa 100 anni. Un comitato della comunità locale ha approvato la proposta e ha avviato i lavori di restauro dell’edificio per trasformarlo in uno spazio pensato appositamente per i bambini. Da allora, Mohr ha sostenuto da vicino lo sviluppo di Casita Nazareth e partecipa attivamente alla sua gestione quotidiana. 

 

Casita Nazareth ha aperto le sue porte il 5 novembre 2024 con soli sei bambini. Oggi accoglie 22 ragazzi e ragazze ogni martedì e giovedì, mentre altri rimangono in lista d’attesa perché non c’è più spazio sufficiente per soddisfare la crescente domanda. Il team di volontari organizza laboratori di cucina, riciclo, coltivazione di ortaggi, giardinaggio, giochi e musica, offrendo un luogo dove imparare, creare, condividere e scoprire nuove abilità.

Tuttavia, i partecipanti sottolineano che il più grande risultato del progetto non sono le attività in sé, ma l’atmosfera che si è creata. «Abbiamo creato un luogo dove tutti possiamo esprimerci, imparare, condividere, giocare e ridere; un luogo dove ogni persona è valorizzata e dove impariamo ad accettare le differenze, cercando al contempo il benessere del gruppo», afferma Edith Weder, volontaria del progetto. Un luogo dove ogni bambino trova uno spazio per sentirsi ascoltato, rispettato e incluso.

 

Weder spiega che molti dei giovani arrivano con le proprie storie, difficoltà e sfide, e l’obiettivo quotidiano è aiutarli a scoprire i propri talenti, a costruire la propria autostima e a incoraggiarli a guardare al futuro con speranza. 

L’esperienza ha profondamente trasformato anche coloro che prestano servizio a Casita Nazareth. Ripensando al percorso intrapreso finora, Weder riconosce che Dio aveva in serbo qualcosa di diverso per lei. «In una società segnata dall’individualismo e dall’egoismo, dobbiamo impegnarci. C’è così tanto da fare. Non possiamo dare per scontato che il lavoro spetti sempre agli altri», riflette. Per lei, questo progetto ha riacceso l’amore per il prossimo che aveva imparato dai suoi genitori e le ha permesso di scoprire un nuovo modo di vivere la sua fede.

 

Casita Nazareth è diventata così espressione concreta del servizio diaconale dell’IERP. In un’ex casa pastorale che ha trovato una nuova destinazione d’uso, ogni incontro, ogni laboratorio e ogni sorriso ricordano che la Chiesa annuncia il Vangelo anche quando apre le sue porte per prendersi cura, accompagnare e offrire speranza alle giovani generazioni.

 

(Da: www.lutheranworld.org)

 

 

Photo: Rubén Mohr