Un liceo, tanti licei
“Collegio”, l’ultimo baluardo dell’istruzione superiore nelle valli valdesi
È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di settembre del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di www.riforma.it. Il numero contiene un dossier dedicato alla scuola che riparte, fra eccellenze e criticità. Qui di seguito un articolo per parlare dello storico Liceo valdese.
“Un liceo, tanti licei” recita uno degli slogan promozionali e la scelta appare davvero azzeccata. Perché lo storico “Collegio” valdese di Torre Pellice ha saputo cambiar pelle nelle sue stagioni e oggi, con la sua proposta formativa si cala nelle sfide del presente.
L’istituto è stato fondato nel 1831 ed edificato nel 1835 per rispondere ad un’esigenza precisa della popolazione valdese: far studiare i propri figli non ammessi alle alte scuole per discriminazione religiosa. È stato innanzitutto la “fucina” dei futuri pastori evangelici per poi ampliare nei decenni la propria proposta, fino agli ultimi anni con la nascita di un indirizzo scientifico sportivo che ha affiancato i tradizionali classico, scientifico e linguistico.
Una possibilità di scelta premiata dai numeri: studenti assestati attorno a quota 100 negli ultimi tre anni, dopo esser stati 55 ancora nel 2019.
Un liceo rimasto l’unico istituto superiore della Val Pellice. Se si pensa al recupero e alla valorizzazione delle cosiddette “aree interne” come non pensare all’istruzione come uno dei pilastri su cui fondare ogni speranza di futuro. «È così – ci dice Roberto Canu, presidente del Comitato di gestione del Liceo valdese – e il nostro rimane un presidio su un ampio territorio, dopo la chiusura di viari istituti professionali. Siamo presenti adattando le proposte alle necessità e al contempo rivendicando con orgoglio la qualità dell’offerta e la convinta scelta di rimanere un liceo, un istituto che possa insegnare un metodo, possa insegnare a pensare e a ragionare».
Una proposta di qualità e tanto dialogo con il territorio in varie attività formative e culturali.
«Il tentativo è di mantenere alta l’offerta formativa – ci racconta Alessia Passarelli, preside del Liceo dal 2022- e insieme dare il nostro contributo nella formazione degli adolescenti, fornendo loro un luogo sicuro dove poter crescere e sperimentare, dove poter trovare ascolto e magari cura nell’espressione delle proprie fragilità di giovane in formazione». Da qui la scelta di offrire ad esempio uno sportello psicologico cui possono rivolgersi studenti e personale.
Alla domanda su come vedono il “collegio” fra dieci anni Passarelli e Canu quasi a una voce rispondono «ancora più internazionale di quanto già è oggi. Radicato nel territorio ma in dialogo e scambio continuo con il mondo. Con ancora più studenti stranieri. Capace di rinnovarsi sempre».
Gli anni difficili sembrano alle spalle, ma certamente il futuro del Liceo passa in buona parte anche dalla vitalità del territorio che lo ospita. Vitalità che non si costruisce solo con le buone intenzioni, ma con un pensiero politico che possa poi tradursi in investimenti economici, per offrire servizi nuovi e ripristinare quelli persi in questi decenni.