Medio Oriente in aula sinodale

Sinodo valdese e metodista, votati due atti su Gaza: condanna violenze, si al dialogo, no a ogni forma di antisemitismo

 

Nel corso della prima giornata dei lavori in aula, domenica 23, il Sinodo aveva approvato due ordini del giorno di valore generale sulla necessità di perseguire la pace con incrollabile fiducia il primo, e sulla necessità – di fronte all’attuale disordine mondiale – di promuovere politiche di dialogo, inclusione, solidarietà nei confronti delle vittime innocenti di conflitti, carestie, sconvolgimenti climatici.

Un ampio dibattito, aperto e ripreso in diversi momenti dei lavori, ha affrontato la complessa questione di Gaza, del dialogo ebraico-cristiano, dell’antisemitismo. Gli ordini del giorno, alla fine di discussioni che sono state sofferte ma che hanno d’altra parte messo in rilievo una grande maturità dell’Assemblea, hanno quindi formalizzato alcune prese di posizione.

 

Nella consapevolezza della strage della popolazione palestinese, degli atteggiamenti dei coloni, e del carattere sostanzialmente inconcludente della politica internazionale, il primo atto sollecita le chiese a proseguire e anzi accrescere le iniziative locali, a partire dalla preghiera. Il Sinodo, con lo stesso atto, manda alle chiese metodiste e valdesi il documento Kairos Palestina II, espressione di un gruppo di cristiani di Palestina, testimonianza del dramma della popolazione tuttora in atto. Come in altre occasioni, le chiese sono quindi invitate a studiare il relativo testo.

L’atto votato, peraltro, manifesta la gratitudine, da parte del Sinodo nei confronti di quanti nel mondo ebraico si oppongono alla politica dell’attuale governo di Israele, incoraggiando quanti si impegnano per mantenere aperto ogni spiraglio di dialogo interreligioso.

Un altro atto esprime sostegno alla iniziativa di candidatura dei bambini di Gaza (i primi a essere vittime delle guerre) al premio Nobel per la pace.

 

L’ultimo atto, presentato dalla Comm.ne proposte, esprime la più ferma condanna di ogni forma di antisemitismo, fenomeno che in varie occasioni si sta manifestando in aggressioni fisiche, telematiche, dileggio, e rilancia l’invito al dialogo ebraico-cristiano nelle varie sedi possibili.

 

 

Foto di Pietro Romeo