Otto per Mille, cultura e impegno sociale
Un deficit culturale comporta un deficit democratico
Una scelta di responsabilità e un modo concreto di tradurre la fede in impegno sociale. È questa la prospettiva con cui il Sinodo valdese ha affrontato il tema dell’Otto per mille, che quest’anno segna 35 anni di gestione da parte della Chiesa valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi. Manuela Vinay, responsabile dell’Ufficio Otto per mille valdese, e Samuele Carrari, della Commissione per le discipline nominata dalla Tavola valdese, hanno presentato ieri 25 agosto, durante la conferenza stampa in diretta dal Sinodo, alcuni dati e il contesto che ha portato all’approvazione di atti specifici da parte dell’assemblea. Annalisa Bosio, della Commissione stampa del Sinodo, ha introdotto e moderato la diretta.
Nel 2026 sono state quasi 500 mila le firme raccolte per l’Otto per mille valdese, pari al 2,94% dei contribuenti, per un gettito di circa 45 milioni di euro. Una scelta che, in un Paese dove oltre la metà dei cittadini non esprime alcuna preferenza, viene letta dalla Chiesa valdese come un rapporto di fiducia fondato su trasparenza, responsabilità e approccio laico.
«Cerchiamo di restituire alla società quanto abbiamo ricevuto», ha dichiarato Vinay, attraverso progetti sociali, sanitari, culturali e ambientali. Nel 2026 sono stati finanziati 1.397 progetti, 997 in Italia per oltre 30,1 milioni di euro e 400 all’estero per 14,7 milioni. In Italia le risorse si concentrano soprattutto sul miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità (20%), sulle attività culturali (16%) e sul benessere e la crescita di bambini e ragazzi (14%). Fra l’altro, sono finanziati progetti sul “dopo di noi”. All’estero prevalgono gli interventi sanitari (21%), l’educazione (17%) e la protezione dell’infanzia (12%). L’Otto per mille valdese mantiene inoltre una caratteristica distintiva: i fondi non vengono utilizzati per attività di culto o di predicazione. Anche quando finanziano realtà interne, i beneficiari sono esterni alla Chiesa. «L’Otto per mille agisce dove sono carenti le istituzioni», ha sottolineato Vinay.
Ma l’impegno sociale passa anche dalla cultura. Per Samuele Carrari, «un deficit culturale comporta un deficit democratico». Di fronte a un Paese in cui «il vero problema è che non si legge», la risposta è investire in formazione, partecipazione e accessibilità gratuita alla cultura: libri, teatro, cinema, storia, spazi di confronto e di relazione civile.
Tra le sfide future, Vinay ha indicato la necessità di ripensare le modalità di erogazione dei fondi di fronte alle 4.627 richieste di finanziamento ricevute nel solo bando 2026. Non basta intercettare i bisogni, ha osservato: occorre anche avere il coraggio di immaginare risposte capaci di guardare oltre l’emergenza, come nel caso dei Corridoi umanitari.
Il Sinodo si conclude domani, 26 agosto, con l’elezione della nuova Tavola valdese. Il discorso ufficiale del/della nuovo/a moderatore/a è previsto intorno alle 15.15, seguito dalla conferenza stampa di chiusura. La lista completa dei progetti finanziati nel 2026 sarà pubblicata a breve sul sito dell’Otto per mille valdese.