Nuove forme di comunità

L’APE Summer Tour ha attraversato Puglia e Campania, offrendo ai giovani partecipanti un’esperienza di fede, incontro e condivisione

 

L’APE Summer Tour è un progetto di viaggio formativo e di condivisione rivolto a ragazze e ragazzi fra i 17 e i 22 anni, organizzato dalle chiese valdesi, metodiste e battiste in Italia insieme alla Fgei (Federazione giovanile evangelica in Italia). L’acronimo APE sta per “Ascoltare Per Esserci”. Qui di seguito il testo preparato dallo staff che ha accompagnato i e le giovani, staff formato da Thanchanok Belforte, Emanuele de Bettini, Gerardo Litigio, Anais Scaffidi Domianello.

 

 

Dove due o tre giovani sono riuniti in un cammino di fede, lì c’è la Fgei. Non c’è nostalgia, nè mitizzazione del passato in questa parafrasi di un noto versetto biblico, bensì una fiera consapevolezza da parte del gruppo di noi accompagnatori e accompagnatrici dell’Ape Summer Tour di aver intrapreso una parte di un percorso di rinnovamento e (perché no?) di innovazione.

 

Si è respirata, infatti, tra il 4 e il 14 luglio, un’aria di famiglia per chi ha transitato e abitato gli spazi fgeini per svariati anni, e al contempo si è ritrovata nei e nelle partecipanti di questo “campo itinerante” quel bisogno di aggregazione, quella voglia di mettersi in gioco e quella disposizione a lodare Dio nelle forme più intime e sperimentali che hanno fatto ardere sotto nuove forme lo spi- rito federativo che sembrava affievolito negli ultimi tempi.

Dalla costa barese a Napoli l’onda lunga di questi corpi in movimento ha portato freschezza e nuova speranza, alimentata dalle agapi comunitarie e dai momenti di visita che hanno animato le tappe di Conversano, Matera, Altamura, Gravina di Puglia e infine, Napoli. In ognuno di questi luoghi abbiamo potuto connettere le nostre vite personali con una storia comunitaria, fatta di testimonianze, attivismo, cultura e diaconia. È stato così che il Centro culturale protestante “Filadelfia” di Altamura ha visto sguardi carichi d’interesse, le gravine della murgia pugliese hanno ospitato un’animazione biblica, gli spazi del Centro sociale “Casa Mia – Emilio Nitti” sono stati spettatori di una living library, in cui le persone si raccontavano attraverso il loro impegno volontario nel sociale.

 

Come nei campi della Fgei si ha la sensazione che il tempo effettivamente vissuto sia ben più lungo di un weekend, gli undici giorni trascorsi insieme sono sembrati un mese per il loro carico fisico, intellettuale ed emotivo.

Riteniamo, però, che non si possa ricevere miglior testimonianza che dalle voci dei protagonisti e delle protagoniste di questo evento, perciò questo gruppo accompagnatore, che – rinnovato anch’esso – ormai si sente staff, a loro lascia la parola.

 

Iniziamo dai pareri generali sull’esperienza…

«Il senso di comunità e l’atmosfera di condivisione rende semplice essere più aperti verso gli altri e le altre, e il mondo».

«Il rapporto basato su fiducia e una responsabilità personale molto alta aiuta il gruppo a crescere e collaborare in modo più sereno e costruttivo».

«È un’occasione unica per incontrarsi e entrare in contatto con la propria fede».

«L’elemento fondamentale è la fede, la chiave che ci fa partire».

 

Ma è stata anche l’occasione per apprendere cose nuove…

«Ho imparato ad aprire il cuore e la mente a nuove persone ed è qualcosa che applicherò anche in altri aspetti della mia vita».

«Ho imparato che a volte bisogna pensare e non agire solo d’istinto».

«Non devo mai dare nulla per scontato: ci sono sempre persone diverse da me e devo essere sempre attento a non offendere nessuno».

«Ho approfondito la mia conoscenza di altre denominazioni e parlare con persone appartenenti a esse, che è qualcosa che non potrei normalmente fare».

«Sapere quanto il battesimo sia diverso per ogni denominazione mi ha incuriosito ed era molto interessante!». «Ho potuto conoscere la visione che hanno i valdesi della grazia».

 

Essere parte di una Comunità non è un aspetto secondario…

«I miei compagni e le mie compagne hanno visto cose in me che ho svalutato per anni, cose che sono grato di aver scoperto. La mia fede è veramente aumentata dopo tutto ciò».

«Le attività comuni rafforzano i legami, in modo trasversale».

«Ho avuto l’occasione di aprirmi e dialogare di più con gli altri e le altre. Questo mi ha invogliato a essere più at- tivo e cogliere maggiori esperienze; magari inserendomi in altre attività della chiesa, a livello più o meno locale».

 

E, come sempre, si torna a casa con un bagaglio più ricco che all’andata…

«Mi porto il ricordo e la consapevolezza di essere par- te di una chiesa viva e che ha voglia di investire sui e sulle giovani. Sono orgoglioso di far parte di una Chiesa del genere e che ha voglia di mettersi in discussione».

«I culti e le meditazioni mi hanno permesso di arricchire quel bagaglio spirituale che mi porto dietro».

«Vorrei esprimere la mia gratitudine per tutte le opportunità che Dio mi dà, che mi permettono di crescere e di essere una persona migliore».