La Buona novella. Il Libano ferma la pena di morte

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

 

In un’estate infuocata non solo dalle temperature incandescenti e dai roghi di boschi, ma anche dagli attacchi ancora in corso nei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, è dal Libano che arriva una notizia che è davvero una boccata d’aria fresca.

 

L’11 agosto 2026 il Parlamento libanese ha approvato la legge che abolisce la pena di morte, sostituendola con l’ergastolo con lavori forzati. Con questo voto, il piccolo, bombardato e povero Libano diventa il primo Paese del Medio Oriente – e il primo del mondo arabo – a eliminare formalmente la pena capitale dal proprio ordinamento. La decisione mette fine, sul piano giuridico, a una situazione che durava dal 2004: da allora, infatti, nel Paese vigeva una moratoria di fatto sulle esecuzioni, ma i tribunali continuavano a emettere condanne a morte. Il blocco parlamentare di Hezbollah ha abbandonato l’aula in opposizione alla misura e non ha partecipato al voto. La maggioranza dei deputati presenti ha invece approvato la riforma.

 

L’approvazione è stata accolta come un passo storico per i diritti umani. La legge, proposta da sette deputati nell’ottobre 2025, è frutto di anni di pressione da parte di organizzazioni della società civile. Alla fine del 2025 erano 85 le persone condannate a morte in Libano. Una volta che il testo sarà stato firmato dal presidente della repubblica e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, il Libano sarà il 114° Stato al mondo ad aver abolito la pena di morte per tutti i reati.

 

In una regione del mondo dove le esecuzioni capitali sono ancora praticate e dove la violenza sembra spesso l’unico strumento per garantire pace e giustizia, Beirut manda un segnale controcorrente: anche in tempi di guerra e di paura, è possibile scegliere di fermare la disumanizzazione. E affermare che la giustizia può fondarsi non sulla vendetta, ma sulla dignità della persona e sul diritto alla vita.