Trapani. La musica, agglomerante comunitario e fonte di benessere
Una piccola chiesa, intorno a cui ruota una comunità di persone in ricerca
Da qualche anno a Trapani è nato un piccolo coro, o meglio un “coretto informale”. Di che cosa si tratta? Lo chiediamo a Gianluca Fiusco, tra i principali promotori. Dopo quindici anni alla direzione del Servizio Cristiano di Riesi è tornato nella sua città. Nei mesi scorsi è entrato a far parte della Comunità luterana di Sicilia e ha intrapreso il vicariato, il percorso di formazione che porta all’ordinazione pastorale nella Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi), di cui già cura la comunicazione. Su richiesta del Consiglio di Chiesa segue intanto le comunità valdesi della sua città e di Marsala, una quarantina di persone in tutto.
Il coro è nato nella primavera del 2023, in un momento di interrogativi sul futuro della comunità, ridotta ai minimi termini. «Proprio mentre mia moglie Georgia e io ci chiedevamo se andare avanti, sono arrivate persone nuove: alcune sono diventate membri di chiesa, altre lo stanno valutando. Oggi ai culti partecipano anche venti persone».
Si riunisce nella chiesa valdese, «ma non è il coro della chiesa valdese. Su una ventina di partecipanti, solo cinque sono membri di chiesa o simpatizzanti; gli altri provengono dal mondo cattolico, o non hanno alcun interesse religioso, ma amano cantare». Ne fanno parte giovani, pensionati, persone con esperienze molto diverse. Come sono arrivate? Ricordo una campagna con dei bei manifesti…
«La campagna ci ha aiutati a uscire dall’invisibilità, ma avevamo già iniziato a promuovere delle attività sui giornali locali. Una nostra cara amica, maestra di chitarra classica nelle scuole secondarie di Trapani (che partecipa alle attività del corso come chitarrista e nel duo pianistico con Georgia), ci ha fatto riflettere sull’opportunità di mettere a disposizione il pianoforte a mezza coda per esercitarsi: Trapani infatti è sede di un importante Conservatorio musicale. La chiesa rimaneva aperta durante le prove e le persone hanno cominciato a entrare, poi abbiamo ospitato l’associazione LGBTQ+ di Trapani, gli studi biblici… Il nostro obiettivo è stato far diventare la chiesa un luogo aperto, vivo, capovolgere l’idea che fosse sempre chiusa. Di fatto, è diventata ritrovo di persone diversissime».
Dai lavoratori stagionali, a coppie di giovani genitori, a persone di nascita cattolica, o protestanti di altre tradizioni (battista, metodista, pentecostale e luterana), c’è un posto per tutti. Anche il repertorio del coro riflette questa apertura. «Propongo cose strane, come già facevo con i bimbi a Riesi», sorride Fiusco. «Cantautorato sudamericano, da Violeta Parra a Silvio Rodríguez, musica greca, Theodorakis, cantautorato italiano. Io voglio divertirmi e, finché anche gli altri sono di questo avviso, continuiamo». Il coro è diventato uno spazio di benessere: «È un momento di rigenerazione, qualcuno lo definisce addirittura la propria terapia».
A inizio luglio il coro ha tenuto il quinto concerto dalla sua nascita, prima della pausa estiva. Agli appuntamenti hanno partecipato abitualmente 100-150 persone, che diventavano circa 200 aprendo la saletta adiacente.
Il coro è stato invitato anche a iniziative esterne, come la Marcia per la Pace e incontri ecumenici. «La nostra chiesa ne ha tratto un beneficio enorme: nonostante i nostri piccoli numeri, c’è un’attenzione nei nostri confronti che è davvero una grazia».
Qui, come è successo altrove, l’assenza di pastore titolare, pur nelle difficoltà, «ha avuto effetti positivi perché abbiamo dato fondo alle nostre energie e alla nostra creatività… Questa situazione ha portato risultati significativi, parte di quel “nuovo sguardo” che tempo fa si invocava per la nostra chiesa…».