Come un ramo di mandorlo
Comunione e sorellanza nella preparazione della Giornata mondiale di preghiera 2029, che sarà a cura dell’Italia, sul tema «La compassione porta guarigione»
Quanto lavoro c’è dietro la Giornata mondiale di preghiera, iniziativa ecumenica mondiale che si celebra ogni anno dal 1927? Abbiamo voluto saperne di più, approfittando della preparazione dell’edizione 2029, affidata all’Italia. Il comitato internazionale ha scelto il nostro Paese nel 2017, ci spiega la vicepresidente del Comitato italiano, Marilena (Maria Assunta) Scaringella, cattolica di Corato («Devo ringraziare le sorelle valdesi per avermi, averci fatto conoscere la Gmp! Ormai da più di vent’anni la celebriamo insieme, per loro iniziativa», ricorda): «I preparativi sono iniziati a ottobre dell’anno scorso, come comitato ci siamo incontrate per un laboratorio che, consolidando la relazione di fiducia e i rapporti tra noi, ci aiutasse a lavorare bene insieme».
Si è poi tenuto, dal 16 al 20 giugno, al Centro «Ecumene» di Velletri (Rm) un laboratorio sotto la guida di Katie Reimer, direttrice esecutiva del Comitato internazionale della Gmp (Wdp), metodista statunitense, presente insieme a due rappresentanti della Gmp per l’Europa, Edith Toth, luterana romena, e Senka Sestak Peterlin, battista croata. In vista di quell’incontro, spiega ancora Scaringella, «abbiamo cercato delle “scrittrici”: non è stato un lavoro semplice, perché dovevamo curare la rappresentanza confessionale, regionale, generazionale… Le donne che hanno partecipato sono state veramente grate, e noi siamo grate a loro per questo mettersi in gioco, perché è stata veramente un’esperienza di Dio, mi sento di dirlo, lo si percepiva dalla gioia che abbiamo sperimentato tra di noi, una gioia evangelica, che ci ha fatto sentire la presenza di Gesù tra noi».
Le presenti hanno messo a disposizione i loro talenti, e sotto la guida di Katie Reimer sono riuscite, continua Scaringella, «innanzitutto ad ascoltarci tra di noi, perché era fondamentale questo ascolto profondo senza pregiudizi: ci siamo veramente accolte l’un l’altra, vedendo in ogni sorella un dono, qualcosa di prezioso, come uno scrigno da cui veniva fuori qualcosa di bello, ed era Gesù che parlava in ognuna di noi».
Ricordiamo che la Gmp è una realtà profondamente ecumenica, sono rappresentate la componente cattolica, luterana, valdese, battista, metodista, pentecostale, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa di Italia, l’Esercito della salvezza.
Ma come si svolge nel concreto il lavoro? «Il tema sarà “la compassione porta guarigione”: il Comitato nazionale ha discusso e scelto tra i sei passi biblici proposti dal Comitato internazionale. Lo abbiamo fatto nel laboratorio lo scorso autunno, con molto discernimento e tanto lavoro. Non posso rivelare quale è stato scelto, ma posso dire che si è lavorato tanto su questo testo, e anche per individuare le realtà, le sofferenze dell’Italia, dove la dignità viene ferita, e al tempo stesso la bellezza che c’è in questo paese». Infatti, la nazione che prepara la liturgia per quell’anno ha anche modo di presentarsi.
Continua la vicepresidente: «Ci siamo divise in quattro gruppi di lavoro (circa sei donne per ognuno), che continueranno a incontrarsi, online o in presenza, a seconda delle esigenze: liturgia, studio biblico, contesto nazionale e programma per i bambini; il lavoro è ancora lungo, per esempio la liturgia non è stata ancora elaborata. Certo, sentiamo la responsabilità, un po’ di timore, ma c’è una bella rete che ci sostiene e ci fa andare avanti».
Un percorso molto bello, perché di fatto si tratta di un decennio di lavoro insieme, di riflessione, di consolidamento del Comitato, e questo dà una certa continuità, anche nella preparazione delle Gmp da qui al 2029.
Nell’incontro tenutosi a «Ecumene» si è svolto anche un gesto simbolico: «Abbiamo scelto di piantare un mandorlo, ispirandoci ai versetti di Geremia, 1, 11-12: “Poi la parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: ‘Geremia, che vedi?’. Io risposi: ‘Vedo un ramo di mandorlo’. E l’Eterno mi disse: ‘Hai veduto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto’”. Il mandorlo è il primo albero a fiorire, come a vigilare, questo ci fa capire quanto sia importante per il Signore che questa parola si concretizzi, quindi noi speriamo che anche la parola che noi abbiamo scelto si faccia vita. Il motto della Gmp “Informarsi per pregare, pregare per agire”, non è un semplice motto, il Signore ci chiede di portare il Vangelo con la testimonianza, concretizzarlo nella società, nella vita di ogni giorno, di essere cristiani nel mondo».