Terremoto: un’allerta che può salvare

Secondi preziosi grazie agli smartphone

 

Nella grande tragedia che ha colpito recentissimamente il Venezuela, oltre alle belle storie di solidarietà arrivate da tutto il mondo, c’è un particolare che dimostra che spesso la tecnologia, in particolare gli smartphone, possono essere utili. Ci lamentiamo, continuamente, e probabilmente anche giustamente, di essere controllati e profilati dalle grandi aziende tecnologiche, dall’intelligenza artificiale… ma quando questo può aiutare a salvare vite, potremmo dire che ne vale la pena.

 

Prevedere i terremoti è (ancora) non possibile: ma quello che è successo nelle zone colpite dal violentissimo sisma, può aiutare. I telefonini hanno al loro interno un sensore, un accelerometro, che serve principalmente a capire quando un dispositivo viene ruotato, e quindi automaticamente “gira” l’immagine. È successo che chi utilizza Google ha ricevuto un’“alert” nei secondi immediatamente successivi alle prime scosse, nelle zone colpite. Ma come è stato possibile?

 

In sostanza un’intelligenza artificiale ha registrato una serie di “accelerate” tutte contemporanee, tutte nella stessa zona, su centinaia di smartphone diversi. In tempo reale è riuscita ad analizzare la mole di dati e a determinare che non erano rotazioni comuni, o cadute di cellulari ma un terremoto e di conseguenza ha inviato a tutti gli utenti presenti in quella zona un’allerta. Non sappiamo se il sistema, Android Earthquake Alerts, sia riuscito a salvare vite (e quante) ma sicuramente ha una potenzialità enorme, in quanto si affianca alla tradizionale rete di monitoraggio dei sismi, è molto capillare ed è gestita in maniera totalmente automatizzata. La tempestività gioca un ruolo determinante: il riconoscimento delle onde Primarie (veloci ma meno distruttive) può permettere alle persone di mettersi al sicuro dall’arrivo di quelle Secondarie (più lente ma distruttive).