Betlemme, la piccola scelta da Dio

Un giorno una parola – commento a Michea 5, 1

 

O Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni
Michea 5, 1

 

Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei? Che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo»
Matteo 2, 1-2

Questo testo ci riporta al clima e alla geografia del primo Natale. Naturalmente chi ascoltò per la prima volta questo oracolo non lo intese né lo lesse in questa chiave festosa con cui oggi lo associamo al Natale. Questo oracolo aveva come destinatario principale il Monte Sion (femminile in ebraico) dove aveva sede il Tempio a Gerusalemme; e come destinatario secondario Betlemme (maschile in ebraico) e una famiglia della cittadina, gli Efrata, discendenti di Chaleb (“il cane”), secondo il materiale genealogico di 1 Cronache 2, 19; 50.

 

Betlemme era famosa come città natale di Davide e luogo dove Samuele, su ordine di Adonai, si recò per ungere Davide come Re (melek). La seconda parte dell’oracolo contiene due affermazioni importanti. La prima è che da Betlemme uscirà colui che governerà Israele per conto di Adonai. La seconda è che le origini di questo sovrano risalgono al passato remoto, nel tempo delle origini. Nonostante l’apparente insignificanza della città (o forse proprio per questo), Dio annuncia che da essa uscirà un nuovo sovrano. L’espressione “da te per me egli uscirà” sottolinea contemporaneamente il luogo della sua provenienza e il fatto che è Dio stesso a inviarlo per una missione di salvezza.

 

Il riferimento al passato remoto, al tempo delle origini o addirittura all’eternità, sottolinea la speranza costante di Israele nell’arrivo alla fine del tempo del nuovo re davidico. Dio qui non solo parla ma promette e si impegna significativamente. Egli afferma in sostanza che l’antica promessa non è stata dimenticata, ma sarà compiuta. Il nuovo sovrano, come Davide, sarà il Messia: verrà da Betlemme e le sue origini risalgono all’eternità. Tuttavia, non verrà a ristabilire il regno davidico così com’era nell’XI sec., né a restaurare le frontiere ideali costruite al tempo del deuteronomista.

 

Non verrà per impugnare una sbarra di ferro con cui colpire oggi Gaza o il Sud del Libano, ma per inaugurare un regno diverso fondato sulla giustizia, sul perdono, sull’amore misericordioso e sulla capacità di Dio di ricordare sempre le sue promesse per portarle a compimento, e di dimenticare il peccato e seppellirlo in fondo al mare.

 

Amen.