Inaugurato il primo monumento ai cristiani uccisi in Nigeria

L’opera è stata eretta nello Stato di Benue in onore delle vittime della persecuzione religiosa

 

Recentemente è stato inaugurato nello Stato di Benue (Nigeria) un monumento in onore dei cristiani vittime della persecuzione a motivo della fede. L’opera è stata installata a Yelwata, città che lo scorso anno è stata teatro di un massacro di 270 persone tra uomini, donne e bambini. L’attacco era avvenuto il giorno della Festa del Papà e si ritiene sia stata opera di militanti islamici.

I nomi di tutte le vittime sono incisi sul monumento, realizzato da “Equipping the Persecuted” organizzazione cristiana evangelica fondata nel 2020 a Sioux City (Usa). Judd Saul, fondatore di “Equipping the Persecuted”, ha dichiarato: «I loro nomi sono ora incisi nella pietra, così non saranno mai dimenticati. Questo monumento è una testimonianza delle loro vite, della loro fede e del nostro impegno affinché il mondo ricordi ciò che è accaduto. La persecuzione dei nostri fratelli e sorelle in Cristo deve cessare».

 

All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti di diverse comunità religiose, nonché sopravvissuti al massacro. Durante l’evento sono stati anche distribuiti aiuti, dato che si stima che l’attacco abbia causato lo sfollamento di circa 3.000 persone.

 

La Nigeria, paese in cui circa il 50% della popolazione è cristiana, è una delle nazioni più pericolose al mondo per i cristiani. Nella World Watch List elaborata da Open Doors il Paese è al 7° posto nel mondo per la persecuzione dei cristiani. Molte zone del Paese sono teatro di violenze perpetrate da militanti islamici o semplicemente da banditi armati. Sebbene i cristiani tendano a subire le conseguenze più gravi, anche i musulmani ne sono stati occasionalmente vittime, a volte perché si sono opposti ai militanti.

 

L’anno scorso il presidente nigeriano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e si è impegnato ad aumentare la sicurezza nel tentativo di porre fine alle violenze. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno condotto una serie di attacchi mirati contro i militanti durante il periodo natalizio in risposta ai maltrattamenti subiti dai cristiani.