La democrazia da fare. Una voce trasversale
La rubrica di Riforma ispirata a una frase di Piero Gobetti
Mercoledì 17 giugno, sul finire della puntata di Caterpillar (programma radiofonico serale di Rai Radio2), Sara Zambotti e Massimo Cirri hanno detto: «Domani andremo a Vicenza per il Caterraduno, al Lumen Festival. Oggi è l’ultima puntata ordinaria. Ci sarebbe piaciuto dire qualcosa del futuro di Caterpillar. L’8 maggio e di nuovo il 4 giugno abbiamo chiesto alle Direzioni: Che sarà di Caterpillar?. Non abbiamo ricevuto risposta. C’è chi dice che la mancata risposta di un potere sia già una risposta di quel potere». Un recente comunicato stampa della Rai, però, pare smentire l’imminente chiusura del programma. E vogliamo crederci.
Eppure, malgrado il caso Caterpillar, sembra evidente quanto il Servizio pubblico della Rai stia preparando il terreno elettorale futuro. Come? Chiudendo molte trasmissioni in radio e in tv. Ossia, quei programmi che possono arrecare disturbo o proporre contenuti capaci di far pensare chi li ascolta e li guarda. Non sarà Caterpillar a esser chiusa, ma domani? Toccherà a Report? A Presa diretta? A Il Cavallo e la Torre? Venerdì scorso è uscito un comunicato diramato dalla Rappresentanza sindacale unitaria (Direzione Radio) della Rai – in tema di sospensione di programmi e chiusure degli stessi –, nel quale si chiede quale sia il progetto della Rai? Quali gli obiettivi? E quali risorse s’intendano mettere in campo per sostenere e rilanciare il servizio pubblico radiofonico? II comunicato chiude dicendo che «non sembra esserci una visione per il futuro». A noi, invece, pare di sì. Che dietro alle chiusure e alle sospensioni ci sia una chiara visione.
Caterpillar, trasmissione, colta, ironica, civile, è stata capace di difendere l’Articolo 21 della Costituzione e di dar voce a tutte e a tutti e soprattutto a chi chiede verità e giustizia per Giulio Regeni, per Ustica, per le stragi come quella di Bologna. E nel tempo è diventata una “comunità”. Una comunità ampia, forte e trasversale. Come abbiamo visto questa comunità, paventato un possibile oscuramento, ha saputo difendere la propria voce. Una voce che non si è fatta attendere.