Un luogo sicuro
Un giorno una parola – commento a Salmo 31, 8
Non m’hai dato in mano al nemico; tu m’hai messo i piedi in luogo favorevole
Salmo 31, 8
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù
Galati 5, 1
Leggendo questo versetto la nostra attenzione si rivolge in modo istintivo alle parole nemico e favorevole, il nemico da cui il salmista è stato salvato e il luogo favorevole che rappresenta l’alternativa della salvezza. Effettivamente anche noi cerchiamo salvezza dai nemici, dalle tante cose che minacciano la nostra serenità e la nostra dignità, e speriamo di arrivare in un luogo favorevole, in cui sostare tranquille e tranquilli con riconoscenza.
Ma ci sono altre due parole, che leggiamo senza soffermarci troppo: la mano e i piedi, la mano del nemico e i piedi del salmista.
Le mani simboleggiano l’azione, il fare, e immaginiamo facilmente che cosa il salmista avrebbe dovuto subire nell’essere in balìa del suo nemico, nelle sue mani appunto.
Ma Dio non si limita a proteggere dalle mani, Dio ha posto i piedi di questo nostro fratello in un luogo favorevole, un luogo in cui non avrebbe potuto scivolare o inciampare, un luogo sicuro, che gli garantisse la salvezza. E se i piedi sono saldi, le mani sono libere: non devono cercare appigli, non devono appoggiarsi per trovare l’equilibrio in una situazione precaria, non devono stare all’erta, pronte a difendersi. Le mani, se i piedi sono saldi, in un luogo favorevole, possono fare: possono muoversi, possono raggiungere, possono accogliere, possono sostenere.
Nell’afflizione e nell’angoscia, Dio non si è limitato a dare al salmista una via di fuga, gli ha dato un luogo sicuro dal quale agire. I suoi piedi sono saldi, le sue mani libere: con Dio potrà resistere e affrontare le difficoltà. Amen.