Il pane che dona pienezza alla vita
Un giorno una parola – commento a Giovanni 6, 35
O voi tutti che siete assetati, venite alle acque
Isaia 55, 1
Gesù disse loro: «Chi crede in me non avrà mai più sete»
Giovanni 6, 35
Non è la prima volta che, nell’evangelo secondo Giovanni, Gesù sottolinea questo tratto particolare legato alla sua persona: Egli porta qualcosa che toglie la sete. Nel quarto capitolo del vangelo, l’incontro con la donna samaritana si gioca sul registro dell’equivoco: Gesù offre la sua acqua che disseta – quel nutrimento che deriva dall’affidamento a Lui – ma la donna comprende che si tratti di una qualche bevanda “magica”. Poi, intuisce che c’è qualcosa di più profondo nelle parole di quel viandante.
Il versetto di quest’oggi è anche la risposta ad un fraintendimento degli interlocutori di Gesù. Questi pensano che Gesù voglia offrire loro una sorta di nuova manna (il pane dal cielo, v. 32) e sembrano entusiasti all’idea: chiedono che quel pane venga loro concesso. Non si tratta però di un pane che riempie lo stomaco, bensì del pane che dona pienezza alla vita: Gesù è il pane di Dio che sfama e disseta. Un’immagine potente, che rimane insieme ad altre nei nostri pensieri e ci aiuta a guardare in direzione di Gesù sapendo che non stiamo ascoltando solamente un buon maestro.
Le parole del Signore – anche quelle di oggi – non ci trasmettono soltanto un modo di vivere e di affrontare il mondo: rimandano al significato della sua vita per noi. Gesù non offre dell’acqua o del pane: Egli stesso è acqua e pane, ciò che è essenziale per la vita, ciò che rende possibile la vita stessa.
Avere fiducia in Gesù – non solo nel suo insegnamento, ma nei suoi gesti, nelle sue azioni, nella sua vita che è donarsi per la nostra vita e risorgere a vita nuova – significa sapere dove si può essere dissetati. Riconoscere una fonte alla quale si può sempre tornare. Amen.