Chiese evangeliche spagnole chiedono rigore e rispetto dei media
La Federazione delle entità religiose evangeliche della Spagna chiede comprensione delle realtà religiose e culturali
La Federazione delle entità religiose evangeliche della Spagna (Ferede) ha emesso un comunicato ufficiale per trasmette all’opinione pubblica e ai professionisti del giornalismo un appello urgente per «estrema precisione professionale» quando si affrontano le notizie relative al popolo evangelico in Spagna.
Ferede riconosce il ruolo essenziale svolto dai media nella democrazia e per questo richiede «informazioni veritiere, verificate e contestualizzate, come garanzia indispensabile per la convivenza”»
L’entità ricorda che la comunità protestante è una minoranza che ha una presenza storica in Spagna ma che è stata «a lungo stigmatizzata» nel corso degli anni, «con una narrazione in gran parte alimentata dall’ignoranza».
Per questo motivo Ferede chiede ai professionisti della comunicazione «uno sforzo aggiuntivo di verifica, comparazione delle fonti e comprensione delle realtà religiose e culturali».
Il comunicato sottolinea anche l’importanza della libertà religiosa, «un diritto fondamentale che è essenziale per la dignità delle persone e per la pluralità democratica».
Per questo motivo, chiede che questo diritto sia rispettato, affrontando le notizie sugli evangelici «con una sensibilità speciale evitando semplificazioni che potrebbero banalizzare»..
D’altra parte, Ferede sostiene che la comunità evangelica è una «realtà plurale e diversificata» dove «convivono sensibilità e idee diverse» e rifiuta che «si possa attribuire alla comunità evangelica un’identificazione omogenea senza alcuna opzione di parte».
Ferede ribadisce la sua «piena disponibilità» a collaborare con tutti i media che «con professionalità e serietà, desiderano conoscere meglio la realtà protestante ed evangelica in Spagna e offrire informazioni rigorose su di esse».
«Siamo convinti che la conoscenza reciproca, il rispetto e la qualità dell’informazione contribuiscano in modo decisivo al rafforzamento della convivenza democratica» conclude il comunicato.