La famiglia Einstein in Italia: vita e morti tragiche

La persecuzione e gli omicidi da parte di nazifascisti nel libro di Thomas Harding

 

Il titolo dell’edizione inglese The Einstein vendetta nella sua essenzialità fornisce la chiave di lettura corretta di questo libro in cui Thomas Harding indaga e racconta la tragica vicenda dell’assassinio in Toscana della moglie e delle figlie di Robert Einstein, cugino del famoso scienziato, nell’estate del 1944. Non un assassinio razziale o religioso (Nina Mazzetti, Luce e Annamaria Einstein non erano ebree ma evangeliche valdesi) ma una vendetta politica per non aver potuto ridurre al silenzio Albert Einstein, sfuggito al regime hitleriano.

 

Ventotto capitoli, trecentosei pagine di cui cinquanta di “appendici” che contengono le “Note”: interessanti, molte originali e preziose. L’iconografia è utile a dare un volto ai protagonisti e alle protagoniste e una fisicità ai luoghi.

Questo libro, Hitler e Mussolini contro Einstein. La storia di una strage (Newton Compton, 2025 euro14,90, eBook 5,99) ripercorre, con una scrittura agile e in capitoli brevi, la tragica vicenda di quella che è stata nominata la “Strage del Focardo” dal nome della proprietà degli Einstein, dove furono assassinate da militari tedeschi la moglie di Robert, Cesarina Agar Mazzetti, e le giovani figlie Luce e Annamaria (Cicì) la notte del 3 agosto del 1944.

Il racconto del tragico avvenimento sarebbe breve e occuperebbe pochi capitoli, ma l’interesse di questo lavoro sta anche nel fatto che Harding introduce nella narrazione via via il frutto del suo approfondito lavoro di ricerca di documenti storici di archivio e di racconti che derivano da testimoni del tempo: questa narrazione aiuta molto a capire il contesto storico, politico e famigliare in cui vivevano gli Einstein.

 

Si inizia con note interessanti sulla famiglia Einstein e sulla loro presenza in Italia e poi in tre aree tematiche (Crimine – Conseguenze – Giustizia) si snoda il racconto che porta alla nostra attenzione in una visione complessiva e attuale la vicenda che ha i connotati della classica tragedia greca nella sua unità di tempo (neanche 24 ore) di luogo (le stanze della Villa del Focardo) e di azione (il confronto fra i militari tedeschi e l’uccisione delle vittime sacrificali Nina, Luce e Annamaria Einstein). Complessiva e attuale nel senso che la vicenda ha avuto come conseguenza vicina il suicidio di Robert Einstein nel 1945 e ha stravolto la vita delle congiunte sopravvissute alla strage (perché non di cognome Einstein): Seba Mazzetti, Anna Maria Boldrini, Lorenza e Paola Mazzetti. Lorenza e Paola che, rimaste orfane di madre e di padre, furono affidate al pastore Tullio Vinay, che aveva avuto la cura spiritale della famiglia, che le portò con sé alle valli valdesi in quel progetto pieno di pace e di riconciliazione che fu “Agape”. Attuale perché solo negli anni duemila si è iniziato a far luce su questa vicenda tragica, rimasta in disparte nel dipanarsi delle numerose stragi nazifasciste del Centro Italia (Sant’Anna di Stazzema, Civitella in Val di Chiana, Marzabotto) durante l’occupazione tedesca e questo anche grazie all’opera di sensibilizzazione di Valdo Spini nei confronti del Procuratore Militare Marco de Paolis che aprì un’inchiesta per l’accertamento dei fatti e delle responsabilità.

 

A Seba Mazzetti, (zia di Anna Maria Boldrini, di Paola e Lorenza Mazzetti) il compito di chiudere la casa e questo capitolo Toscano della tragedia della famiglia. «Nel corso di un quarto di secolo gli Einstein avevano assistito all’ascesa del regime fascista di Mussolini, alla visita di Hitler a Firenze, all’emanazione delle Leggi Razziali, all’occupazione tedesca della Toscana, alla cattura degli ebrei, all’assassinio di Nina, Luce e Cicì il 3 Agosto 1944, alla liberazione dell’Europa da parte degli Alleati ed al suicidio di Robert» (cit. pag. 147).

 

Da allora le spoglie degli Einstein-Mazzetti riposano nella pace del piccolo “Cimitero della Badiuzza” nella campagna non lontano da Firenze in vista della loro casa e ogni anno, nel caldo dell’agosto, che ci riporta ai giorni della strage, il Comune di Reggello invita i cittadini e le comunità valdese ed ebraica di Firenze a incontrarsi lì per tramandare la memoria di quell’ orrore portato dalla guerra.

 

 

Foto, elaborazione AI di Madelgarius