Rifiuti e differenziata: il punto della situazione

Il dossier del mensile L’ Eco delle valli valdesi dedicato a un tema sempre “caldo”

 

È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di aprile del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di www.riforma.it. Il numero contiene un dossier dedicato ad un tema sempre caldo, quello dei rifiuti.

 

Di Matteo Chiarenza e Darianna Tedesco

 

 

Da alcuni anni i cittadini del Pinerolese si misurano con un nuovo modo di conferire i rifiuti: la raccolta con tessera elettronica, ribattezzata dai più sistema degli “eco-punti”. Un cambiamento radicale nelle abitudini quotidiane, nato da precise esigenze normative e ambientali, che oggi comincia a mostrare i suoi frutti, seppur con qualche ombra. Il progetto è stato ideato dal Consorzio Acea Pinerolese (raggruppamento dei Comuni dell’area, che affida ad Acea Pinerolese Industriale la gestione della raccolta) con un obiettivo chiaro: portare la percentuale di raccolta differenziata al 75% entro il 2030, traguardo fissato dalla normativa europea.

 

La scelta è caduta sulla tessera elettronica anche perché apre, in futuro, la strada alla tariffazione puntuale: ogni utente paga in base a quanto realmente conferisce. Una sperimentazione avviata nel 2017 ha aperto la strada al progressivo utilizzo sul territorio. I dati al 31 dicembre 2025 parlano di oltre il 70% di differenziata: un risultato significativo, che si avvicina al target.

 

Un’accoglienza non semplice

A Luserna San Giovanni lo scetticismo è stato diffuso fin dal principio, alimentato da due preoccupazioni. La prima, di natura culturale: come riportato dal sindaco Duilio Canale, molti cittadini percepiscono la tessera più come strumento di controllo che di incentivo alla raccolta differenziata. La seconda, pratica: le bocche dei cassonetti vengono giudicate troppo piccole, con un cosiddetto “effetto piramide” che esaurisce rapidamente lo spazio centrale lasciando inutilizzato quello laterale. A San Secondo di Pinerolo, dice la sindaca Adriana Sadone, il sistema è stato invece accolto con favore, anche per ragioni di convenienza territoriale: alcuni Comuni limitrofi avevano già adottato la tessera e i loro abitanti erano soliti recarsi a San Secondo per smaltire i rifiuti senza vincoli. Con l’estensione del sistema, il fenomeno si è ridimensionato.

 

Rifiuti abbandonati: quali le reali motivazioni?

Diversi Comuni segnalano un aumento di rifiuti abbandonati in luoghi non consentiti: angoli di strada, piazzole, persino accanto agli stessi cassonetti. Acea Pinerolese, attraverso il responsabile delle relazioni esterne Daniele Bessone, ribadisce che si tratta prima di tutto di una questione di etica civica, non di un difetto tecnico del sistema. La soluzione passa per un maggiore controllo del territorio e per verifiche incrociate tra le banche dati delle utenze e i registri anagrafici, per stanare chi non ha tessera perché non ha mai dichiarato la propria utenza ai fini della Tari. A Luserna, circa il 5% degli abitanti non conferirebbe correttamente: con 56 punti di raccolta da circa 120-130 utenti ciascuno, la quantità di rifiuti dispersi risulta tutt’altro che trascurabile. Il Comune ha risposto con una cooperativa dedicata alla raccolta straordinaria (50.000 euro l’anno) e con l’installazione di 15-20 telecamere per identificare e sanzionare i trasgressori. A San Secondo l’abbandono si è stabilizzato attorno all’1%, grazie anche a un sistema di videosorveglianza che ha prodotto un effetto deterrente concreto.

 

Tessere non ritirate e il caso della montagna

A Luserna, su circa 3.200 famiglie, il 7% non ha ancora ritirato la propria tessera. La forte mobilità degli affitti, l’assenza di automatismi tra stipula del contratto e comunicazione al Comune, e una quota di locazioni in nero lasciano all’amministrazione un margine d’azione spesso nullo. A San Secondo, invece, tutte le tessere emesse risultano ritirate, con duplicati già consegnati in pochi giorni per chi le aveva smarrite o danneggiate. I tredici Comuni montani del territorio (da Bobbio Pellice a Pramollo) sono stati esclusi dalla raccolta con tessera. In queste realtà a bassa densità abitativa e forte vocazione turistica, la gestione dei flussi stagionali ha suggerito una soluzione alternativa: bocche calibrate che limitano i volumi conferibili senza richiedere l’identificazione dell’utente.

Daniele Bessone afferma che «uno degli aspetti positivi del sistema con tessera è la prospettiva della tariffazione puntuale: ogni utente pagherebbe in base a quanto, e come, effettivamente conferisce». Le opinioni in merito, però, divergono. A Luserna si teme che diventi un ulteriore disincentivo al conferimento corretto, penalizzando chi rispetta le regole. Si suggerisce piuttosto un meccanismo che premi i Comuni virtuosi. A San Secondo si preferisce attendere le decisioni del Consorzio: i cassonetti dovranno essere adeguati a misurare correttamente i conferimenti, e le scelte operative saranno decisive per l’efficacia concreta del sistema.

 

 

Foto di Claudio Geymonat. cassonetti a Torino