«Lavorare per l’unità dei cristiani»
Importante incontro in Vaticano fra i vertici del Consiglio ecumenico delle chiese e papa Leone
Una delegazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (Cec), composta dal moderatore del comitato centrale, il vescovo Heinrich Bedford-Strohm; dall’arcivescovo Vicken Aykazian e dalla pastora Merlyn Hyde Riley, vice moderatori del comitato centrale; e dal segretario generale del Cec, il pastore Jerry Pillay, ha incontrato papa Leone XIV il 28 febbraio in Vaticano. Bedford-Strohm ha affermato che l’incontro ha chiaramente rafforzato la speranza di una maggiore unità tra le Chiese. «Abbiamo convenuto con tutto il cuore sulla necessità di porre Cristo al centro per spingerci verso un’unità visibile», ha affermato. «Abbiamo anche convenuto sulla necessità di una forte voce profetica contro la strumentalizzazione senza scrupoli della fede cristiana a fini politici».
Bedford-Strohm ha aggiunto: «Che si tratti di un’invasione aggressiva, di una caccia ai migranti o di una repressione di interi gruppi di persone, le Chiese devono levare la voce del predicatore del Discorso della Montagna, che ci ha incoraggiato a praticare l’amore, anche verso il nemico, e a difendere i più vulnerabili della società. È stato incoraggiante vedere che siamo uniti nel dare questa testimonianza di amore ed empatia al mondo, in un’epoca in cui la divisione e la violenza sembrano trionfare».
Il pastore Pillay ha espresso gratitudine per «un colloquio a cuore aperto con papa Leone su questioni molto importanti. La nostra conversazione si è sviluppata attorno alla necessità di un’unità cristiana visibile, soprattutto in questo periodo di numerose sfide globali».
La delegazione del Cec ha descritto il lavoro del Consiglio ecumenico nell’ambito dell’unità dei cristiani e ha discusso dell’importanza di collaborare con sorelle e fratelli cristiani per dare espressione visibile alla preghiera di Gesù affinché tutti siano uno.
«Abbiamo elogiato il papa per il suo impegno per l’unità dei cristiani e per la collaborazione e lo spirito con cui il Vaticano e il Cec lavorano insieme da molti decenni, e abbiamo riflettuto su cosa possiamo fare di più insieme, soprattutto dopo la celebrazione del 1700° anniversario del primo Concilio Ecumenico lo scorso anno», ha aggiunto Pillay.
Le delegazioni hanno anche riflettuto profondamente sulle guerre, i conflitti e la violenza che continuano a pervadere il nostro mondo.
«Naturalmente, siamo stati immediatamente colpiti dall’attacco all’Iran appena iniziato», ha commentato il segretario Pillay. «In questo contesto di guerre, abbiamo espresso la necessità che i leader cristiani lavorino insieme in unità e con testimonianza profetica mentre proclamiamo il vangelo di pace di Cristo al mondo».
La delegazione del Consiglio ecumenico ha espresso preoccupazione per la strumentalizzazione e la politicizzazione della religione e per la necessità che i cristiani proclamino la verità e la giustizia di Cristo piuttosto che essere guidati da politici con interessi personali.
«Abbiamo riconosciuto che il messaggio cristiano sarebbe migliore e più forte se i leader cristiani si unissero e testimoniassero profeticamente, soprattutto in tempi come questi», ha dichiarato Pillay.
L’incontro si è concluso con la ferma esigenza di lavorare insieme per l’unità, la giustizia e la pace nel mondo, con tutti i presenti che hanno recitato insieme il Padre Nostro.
Foto: Vatican media