La Chiesa d’Inghilterra vara nuove misure contro gli abusi

L’Arcivescova Mullally avvia una stretta sulle politiche di tutela e sicurezza dopo gli scandali: nuovi codici di condotta, reclutamento più rigoroso e tribunali pubblici

 

Il mandato di Sarah Mullally come Arcivescova di Canterbury è iniziato con una serie di nuove misure volte a migliorare le pratiche e la cultura della tutela all’interno della Chiesa d’Inghilterra.

Il suo predecessore, Justin Welby, si è dimesso a causa delle sue mancanze nella gestione delle accuse di abusi contro il defunto John Smyth.

La Chiesa anglicana ha inoltre recentemente affrontato uno scandalo che ha coinvolto il fondatore di Soul Survivor, Mike Pilavachi, ordinato sacerdote anglicano nel 2013. Secondo l’indagine portata avanti nel 2023, Pilavachi «ha usato la propria autorità spirituale per controllare le persone e che il suo comportamento coercitivo e dominante ha portato a relazioni inappropriate, a lotte fisiche con giovani e a massaggi di giovani tirocinanti maschi».

Pilavachi si è successivamente dimesso dal suo incarico in Soul Survivor e ha rinunciato alla licenza di officiare. È stato inoltre privato del suo titolo MBE dal Re.

 

Nel suo primo discorso al Sinodo Generale come Arcivescovo di Canterbury, Sarah Mullally ha deplorato tali fallimenti e promosso misure di tutela più rigorose affinché non si ripetano.

In risposta, il Sinodo ha approvato un Codice di Condotta revisionato per gli Ordini Missionari dei Vescovi, un nuovo Codice per un Reclutamento più Sicuro e una mozione per rafforzare la tutela.

Il Codice di Condotta rivisionato per gli Ordini Missionari dei Vescovi mira in particolare a garantire che lo scandalo Pilavachi non si ripeta. In base al Codice, le nuove comunità di culto «appartengono pienamente alla vita della Chiesa d’Inghilterra e devono operare nel rispetto delle sue politiche e strutture». Il Codice tende inoltre a promuovere una cultura di leadership responsabile e sana.

 

Mike Harrison, Vescovo di Exeter, ha affermato che le nuove regole affronteranno «modelli malati di potere, culto della personalità e la mancanza di responsabilità».

Il Sinodo ha approvato anche un Codice separato volto a garantire pratiche di reclutamento più sicure, che entrerà in vigore a giugno.

 

Robert Springett, vescovo responsabile della tutela della Chiesa, ha affermato che il Codice «manda un messaggio chiaro: il reclutamento più sicuro viene preso sul serio in tutta la Chiesa». Ed ha aggiunto: «Grazie al mio coinvolgimento nei gruppi di lavoro, ho imparato molto dalle vittime e dai sopravvissuti, e spero che questo nuovo Codice dia fiducia nel fatto che il lavoro continui per rendere la Chiesa un luogo più sicuro per tutti».

Il Sinodo ha inoltre approvato importanti riforme in materia di tutela, inclusa la creazione di un ente di beneficenza indipendente per la tutela.

È importante sottolineare che è stata approvata una nuova Misura sulla Condotta del Clero, che prevede che i futuri tribunali si riuniscano in pubblico, salvo nei casi in cui si ritenga «nell’interesse della giustizia» procedere a porte chiuse. La misura dovrà passare attraverso il Parlamento per ottenere l’assenso reale.

 

La vescova responsabile per la tutela della Chiesa, la dott.ssa Joanne Grenfell, ha dichiarato: «Questo è un giorno significativo per la Chiesa». «Ciò che è stato concordato rappresenta un sistema unico e unificato che unisce indipendenza e controllo. Ciò è necessario per ricostruire la fiducia, e garantirà coerenza nelle pratiche a ogni livello della Chiesa, dalla parrocchia al palazzo».