Riapre il tempio del Serre

Cerimonia sabato 15 febbraio con la moderatora della Tavola valdese. Prossimo un intervento anche per il tempio di Pra del Torno

 

Sarà un pomeriggio di festa quello di domenica 15 febbraio al Serre di Angrogna, dove verrà ufficialmente riaperto al pubblico il tempio, oggetto di alcuni importanti interventi di restauro e consolidamento. Tutto era iniziato con il distacco di una porzione di volta (un controsoffitto incannicciato) e la chiusura della struttura per motivi di sicurezza. Dal 2019 lo storico tempio non ha più potuto ospitare le persone, non solo ai culti ma soprattutto a eventi culturali e come luogo di partenza e o di ritrovo per la passeggiata storica della val d’Angrogna, sempre molto frequentata.

 

«Grazie ai fondi Otto per Mille siamo riusciti a effettuare importanti interventi e ora il tempio è pronto. Il 15 febbraio alle 15 saranno presenti oltre alla moderatora e alle maestranze, speriamo, anche i cittadini di Angrogna e non solo. Il tempio infatti è spesso utilizzato anche dal Comune – spiega la presidente del Concistoro Marina Bertin – che non dispone di una sala ampia per incontri vari». Volta nuova, è stata edificata una rampa per persone disabili per accedere al tempio, sono stati restaurati i serramenti e si è rifatto il portone di accesso; ma l’intervento più delicato è stato quello della facciata, con la ricerca di riportarla allo stato originario. E ancora è stata costruita una piccola intercapedine a monte per risolvere i problemi di umidità di risalita. «Quest’ultimo intervento è stato coperto con fondi della nostra chiesa in quanto non rientrava nel bando» ha aggiunto Bertin. La voce dei lavori ultimati si è già sparsa e sono molte le richieste di utilizzo arrivate nelle ultime settimane al Concistoro. 

 

Altro capitolo è quello legato al tempio di Pra del Torno, interessato, in una parte di un muretto di recinzione, da un crollo durante la scorsa stagione estiva. «In questo sito abbiamo in ballo – ci racconta sempre Bertin – un intervento di messa in sicurezza coperto con fondi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ma la macchina burocratica è molto lenta e non siamo certi di riuscire ad avere i finanziamenti in tempo. È un progetto che ormai si trascina da molti anni e non riusciamo a concluderlo… se entro fine mese non avremo degli sviluppi in senso positivo dovremo orientarci verso altri fondi».