La riconciliazione in Cristo

Un giorno una parola – commento a Romani 11, 12

 

 

«Efraim è dunque per me un figlio così caro? Un figlio prediletto? Da quando io parlo contro di lui, è più vivo e continuo il ricordo che ne ho; perciò le mie viscere si commuovono per lui, e io certo ne avrò pietà», dice il Signore

Geremia 31, 20

 

 

Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha preconosciuto

Romani 11, 12

 

L’esperienza della fede delle prime chiese è segnata dalla persecuzione da parte delle autorità romane: le prime comunità cristiane non si sentono parte integrante della società in cui vivono. Sono piccole realtà percepite come estranee dalla cultura dominante. A Roma, la comunità cristiana fu perseguitata come quella ebraica, e forse furono anche confuse tra loro. Tuttavia, all’interno delle prime chiese esistevano anche profonde differenze. La lettera ai Romani si propone come una lettera di riconciliazione tra le due fazioni presenti nella stessa comunità: una chiesa divisa tra coloro che provenivano dall’ebraismo e coloro che erano stati pagani e si erano convertiti direttamente alla fede cristiana, senza essere prima passati per l’insegnamento tradizionale della legge di Mosè.

 

L’apostolo Paolo cerca di unire le due anime della chiesa: da una parte deve riconoscere l’importanza di salvaguardare la componente tradizionale, dall’altra deve anche aprirsi al nuovo, alla libertà che i credenti trovano mediante la fede, e non grazie alle opere, davanti a Dio. All’interno della chiesa convivono due gruppi: i tradizionalisti, convinti che per essere buoni cristiani sia necessario osservare le prescrizioni della legge mosaica, e i neoconvertiti, che sostengono un radicale principio di libertà.

 

In questa situazione, l’apostolo Paolo propone una soluzione di mediazione, ricordando a tutti quale sia il principio fondamentale della fede cristiana: la riconciliazione in Cristo. Dio, afferma l’apostolo, ha fatto pace con tutti in Cristo, non soltanto con alcuni, ma con tutti: credenti cristiani tradizionali e progressisti, tutti sono peccatori e tutti sono riconciliati in Cristo con Dio. Questo significa, in altre parole, che non si può dividere ciò che Dio ha unito. Se Dio ha unito tutti a sé in Cristo, nessuno può essere escluso da questo nuovo patto della Grazia. Amen.

 

Immagine: Gesù Antico Mosaico, Paolo Oltre le Mura, Roma Italia