Torino nonviolenta
Il comunicato della Chiesa valdese del capoluogo piemontese contro la narrazione di una città violenta
«Il Concistoro della chiesa valdese di Torino non si riconosce nella narrazione di una città violenta. Rigetta la pratica della violenza in ogni conflitto, sociale o politico e al tempo stesso riconosce nell’espressione del libero dissenso la base di ogni democrazia». Apre così un comunicato del Concistoro della Chiesa valdese del capoluogo piemontese, in reazione ad una certa narrazione proposta da parte dei media e da parte della politica in seguito a recenti accadimenti di questi mesi, fra proteste per le guerre, dissenso per lo sgombero del centro sociale Askatasuna, università occupate
«Torino è una città in cui l’accoglienza e l’inclusione sono valori e pratiche scritte nella storia e nell’esperienza quotidiana – prosegue il comunicato firmato dal presidente del Concistoro Sergio Velluto-. Il dialogo interreligioso ed ecumenico è un ulteriore esempio di come i conflitti sociali possano essere affrontati attraverso la mediazione e l’ascolto delle ragioni di tutti.
La nostra vocazione cristiana ci spinge a testimoniare un Evangelo di libertà che è la buona notizia che vogliamo portare a tutte e tutti, a partire da chi è meno fortunato e lotta, in maniera non violenta, per il riconoscimento dei propri diritti o per il riscatto sociale».