Perrero: un Comune, molte anime
A colloquio con la sindaca Laura Richaud per fare il punto sulle criticità e sui punti di forza del municipio della val Germanasca
È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di febbraio del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di www.riforma.it. Il numero contiene un dossier dedicato al Comune di Perrero in Val Germanasca.
È un giorno qualsiasi al municipio di Perrero, Comune montano in val Germanasca che, a oggi, conta circa 600 residenti. Sulla scrivania della sindaca Laura Richaud, eletta nella tornata elettorale del 2024, il solito accumulo di faldoni, documenti e circolari relativi alle più svariate questioni in corso di sviluppo. «Anche oggi sul tavolo c’è un po’ di tutto – sorride Laura Richaud –. Si parte da un progetto finanziato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, a uno del Piano di Sviluppo rurale che riguarda un intervento nel vallone di Riclaretto. E poi un documento relativo alla riscossione tributi. Inoltre, guardando dalla finestra, vedo che inizia a nevicare, per cui subentra anche il problema di tenere pulite le strade. Come può vedere c’è una grande varietà e ogni pratica rappresenta un piccolo pezzo di processi spesso frammentati dai tempi della burocrazia e dalla necessità di confrontarsi con il consiglio e la giunta».
Uno dei temi più ricorrenti, quando si parla di Comuni montani, è quello dello spopolamento: Perrero non fa eccezione e, ormai da decenni, il paese ha ridotto in modo significativo i suoi abitanti. «L’abbandono di questi territori è purtroppo un problema che persiste e peggiora – constata la sindaca –. I giovani e le famiglie restano sempre meno su questo territorio, anche a causa dell’impoverimento del tessuto produttivo in bassa valle, che porta più lontano i luoghi di lavoro per chi si deve spostare. Quindi assistiamo sia a uno spopolamento sia a un invecchiamento della popolazione. Purtroppo è un circolo vizioso, perché meno abitanti ci sono più è difficile tenere vivi i servizi che sarebbero necessari a rendere più appetibile un Comune come il nostro».
I servizi, appunto: a partire da quello scolastico, certamente decisivo nelle scelte delle famiglie su dove risiedere. «Attualmente conserviamo un presidio sia per la scuola primaria sia per la secondaria di primo grado – spiega Richaud – ma ogni anno ci troviamo sospesi su un filo per quanto riguarda i numeri necessari a tener vivo il servizio: al momento abbiamo circa 30 iscritti tra primaria e secondaria, entrambe organizzate in pluriclassi. Secondo i parametri degli enti preposti al controllo della qualità, la nostra è un’ottima scuola che dà una buona preparazione ai bambini e ai ragazzi, tant’è che alcune famiglie residenti in Comuni della parte più bassa della valle scelgono di iscrivere i propri figli qui. Inoltre, come amministrazione, cerchiamo di incentivare le frequentazioni attraverso buoni pasto a prezzi decisamente inferiore alla media e, per tutti i residenti, il trasporto scolastico gratuito».
Un aspetto che, in forme e misure variabili, interessa un’ampia fetta dei Comuni montani, è legato a una conformazione che vede sotto la propria gestione territori molto vasti che richiedono una manutenzione non indifferente, a fronte di trasferimenti spesso risicati rispetto alle esigenze: «Il nostro Comune – spiega la sindaca – si estende su una superficie di 64 kmq e riunisce ben nove borgate, tutte abitate, oltre a circa 60 km di strade di competenza comunale. Grazie ai fondi Pmo (Piani di manutenzione ordinaria) siamo riusciti negli anni a effettuare diverse migliorie dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, che hanno già dato i loro frutti in occasione di eventi meteo estremi, peraltro sempre più frequenti. In generale, però, i trasferimenti risultano sempre più esigui a fronte delle crescenti necessità del territorio: per questo motivo abbiamo creato due piccole centrali idroelettriche, una montata su un acquedotto e una invece su un vecchio canale che si chiama Canale dei mulini, che era quello che andava ad alimentare i mulini, che ci permettono di conservare un tesoretto da investire sulla manutenzione del territorio senza pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini».
Uno dei lati positivi di una comunità numericamente ridotta, laddove si riesca a creare un clima familiare e collaborativo, è quello di un forte senso di appartenenza, che si traduce nella disposizione d’animo a fare la propria parte per il buon funzionamento della vita nel paese. «Qui ci conosciamo tutti – sottolinea la prima cittadina –. Ogni volta che esco di casa c’è qualcuno che mi ferma per sottopormi un problema, o anche semplicemente per un saluto o un ringraziamento per qualcosa che è stato fatto. Tutte le associazioni presenti sul territorio sono molto attive nel loro ambito di interesse e danno un valore aggiunto alla comunità; inoltre c’è un buon numero di semplici cittadini che scelgono di dedicare una parte del loro tempo per dare una mano nelle molte e diverse necessità che di volta in volta si presentano e questo penso che sia la soddisfazione più grande per un’amministrazione».