«Solidarietà al popolo e alle chiese della Groenlandia»
La Conferenza delle chiese europee esprime preoccupazione per la Groenlandia, afferma l’autodeterminazione e il diritto internazionale
La Conferenza delle Chiese Europee (Kek) ha espresso seria preoccupazione in una lettera inviata alle sue chiese membro, in seguito alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che suggerivano il possibile acquisto o l’occupazione militare della Groenlandia. La Kek avverte che tali affermazioni minano i principi di coesistenza pacifica, rispetto reciproco e cooperazione internazionale.
In una lettera, firmata dal Segretario Generale della Kek, il pastore Frank-Dieter Fischbach, la comunità delle chiese europee sottolinea che il futuro della Groenlandia «può essere deciso solo dal suo popolo. Qualsiasi cambiamento di status senza il suo consenso violerebbe il diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite e il principio di autodeterminazione, e violerebbe l’integrità territoriale del Regno di Danimarca».
La Kek esprime la sua «solidarietà al popolo e alle chiese della Groenlandia e assicura loro preghiere per la pace, la dignità e la tutela della loro autonomia». Si impegna inoltre a «svolgere attività di advocacy all’interno dell’Unione Europea e a collaborare con le organizzazioni internazionali per il rispetto del diritto e dell’ordine internazionale».
Ricordando la storia dell’Europa, la Kek mette in guardia «contro l’abuso di potere, quando gli stati più forti cercano di dominare i popoli più piccoli». Tali percorsi, osserva la lettera, «hanno ripetutamente portato a ingiustizie e sofferenze».
Fondata durante la Guerra Fredda, la Kek porta con sé la memoria di come le chiese abbiano resistito all’emarginazione e difeso la dignità umana.
La Kek sostiene la Chiesa evangelica luterana in Groenlandia e tutte le chiese della Groenlandia nell’affermare il diritto inalienabile del popolo groenlandese all’autodeterminazione.
La lettera si conclude con un appello a fare giustizia, a sostenere il rispetto reciproco e a salvaguardare la libertà dei popoli e delle chiese di plasmare il proprio futuro.