Il potenziale ecumenico della Confessione Augustana

Verso una celebrazione congiunta luterano-cattolica per l’anniversario della confessione di fede

 

Per la prima volta dall’elezione di papa Leone XIV nel maggio 2025, il 1° ottobre scorso una delegazione della Federazione luterana mondiale lo ha incontrato in Vaticano per discutere della possibilità di celebrare insieme il quinto centenario della Confessione Augustana, che sarà il 25 maggio 2030 nella città tedesca di Augusta, da cui questa importante confessione di fede luterana trae il suo nome.

 

Una confessione di fede al tempo stesso evangelica ed ecumenica, come ha spiegato il presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo danese Henrik Stubkjaer: «Nel 1530 essa rappresentava una proposta ecumenica alla Chiesa, che sottolineava le radici apostoliche delle riforme e il desiderio di unità. Non ha mai voluto dividere ma cercava un dialogo in vista di un reciproco discernimento della proclamazione evangelica nel suo tempo». Anche se nel XVI secolo questo intento non è riuscito e le Chiese si sono separate, ha proseguito il presidente dei luterani, «oggi possiamo cominciare a raccontare una storia diversa. È nostra speranza che cattolici e luterani saranno capaci di commemorare questo anniversario insieme».

 

Il papa ha accolto positivamente la proposta dei luterani: «Nel nostro cammino comune dal conflitto verso la comunione – ha affermato – ci sono momenti speciali. L’anno 2030, nel quale ricorre il 500° anniversario della Confessione Augustana, può diventare uno di questi momenti condivisi: una profonda esperienza ecumenica capace di donare nuova energia e gioia ai passi che compiremo verso la piena e visibile unità. Quando la Confessio Augustana fu letta ad Augusta il 25 giugno 1530, l’unità della Chiesa d’Occidente era in pericolo, ma non era ancora andata in frantumi».

Qui papa Leone ha citato una frase di Giovanni Paolo II, pronunciata in occasione del 450° anniversario dello stesso documento, il 25 giugno 1980: gli autori della Confessione Augustana avevano «l’intento di testimoniare il loro credo in una chiesa santa, cattolica ed apostolica». Essa, ha proseguito papa Leone, «in origine era intesa come un documento di riconciliazione in seno alla Chiesa. Solo in seguito finì con l’essere intesa come testo di confessionalizzazione divisiva. Con lo sguardo rivolto al 2030, sarebbe auspicabile che potessimo di nuovo riuscire ad affermare insieme il potenziale ecumenico pre-confessionale della Confessio Augustana».

 

Durante la visita in Vaticano, i rappresentanti luterani hanno anche ricordato i dieci anni dall’incontro del 31 ottobre 2016 a Lund in Svezia, quando papa Francesco – a sorpresa – accettò l’invito della Federazione luterana mondiale a commemorare insieme i 500 anni della Riforma protestante, dando così un’inaspettata impronta ecumenica alle celebrazioni.

Della delegazione luterana in visita al papa facevano parte, tra gli altri, la segretaria generale della Federazione, la pastora estone Anne Burghard, e il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Johannes M. Ruschke, pastore a Venezia.

 

La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca Maria Negro è andata in onda domenica 11 ottobre durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it