La Buona novella. Social media: vietare non basta. Ma è utile

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

 

La Gran Bretagna il mese scorso dichiarato di voler vietare i social media ai minori di 16 anni. Analoga strategia era già stata adottata in Australia nel dicembre 2025, e le ricerche fatte a pochi mesi di distanza dall’applicazione del limite di legge avevano dimostrato che una percentuale variabile tra il 30% (fonte: esafety.gov) e il 39% (fonte: Mollyrose Found.) aveva di fatto abbandonato l’accesso ai social media dopo l’introduzione della legge. Dunque, le leggi funzionano, a quanto pare… Ricordate la legge Sirchia, che nel 2003 che vietava il fumo nei luoghi pubblici, cinema, bar, locali, ristoranti, studi medici, treni, sale d’aspetto? bene! Quella legge in breve tempo fu molto apprezzata anche dai “tabagisti” più ostinati e allora contrari al provvedimento…

 

Oggi, invece, sarebbero davvero tanti, forse la maggioranza, i genitori che desidererebbero si potesse per legge limitare o negare l’uso dei social media ai loro figli, ma che si sentono impossibilitati a farlo perché il mondo sembra andare in direzione contraria.

 

Dunque, oggi, ci sembra che quel 30% – seppur limitato – di giovanissimi fuori dal mondo dei social, ottenuto in Australia, rappresenti una straordinaria buona notizia, che probabilmente porterà in futuro altre buone notizie.

 

Nel nostro paese il dibattito sul divieto dei social per gli under 15 è approdato in Parlamento con proposte bipartisan, ma vietare non basta, più importante è formare all’uso responsabile degli smartphone e dei social media.