Storie di uomini, di lupi e molto altro
Due mostre organizzate dal Centro culturale valdese di Torre Pellice che hanno al centro le illustrazioni e la narrazione di storie e della Storia
Come si racconta la storia attraverso il disegno? Questa è la domanda al centro della mostra che sarà presentata sabato 4 luglio alle 16 presso la sede del Centro culturale valdese a Torre Pellice (v. Beckwith 3), un’esposizione di fumetti e illustrazioni di argomento storico di Umberto Stagnaro, nome assai noto e apprezzato nel mondo evangelico italiano, artista poliedrico, per alcuni decenni autore delle copertine dell’editrice Claudiana, nonché collaboratore e illustratore della rivista L’Amico dei fanciulli, e appunto autore di una serie fumetti, pubblicati in volume, di argomento storico.
Come spiega Davide Rosso, direttore della Fondazione Ccv, l’esposizione Quando la storia è disegnata è nata «dalla scelta di Stagnaro di donare alla Fondazione le sue tavole originali, in particolare la parte fumettistica (e bisogna intendersi su questo termine…). Quello che guida la mostra è l’idea di far vedere questa produzione, che mostra il racconto storico, dalle persecuzioni dei valdesi alla vicenda di Dietrich Bonhoeffer, attraverso immagini e parole, trasformando la ricerca storica in narrazione visiva e mostrando visivamente quello che tu, a parole, avevi magari già sentito. Abbiamo quindi provato a costruire un racconto, mostrando anche l’evoluzione nel suo modo di realizzare fumetti, perché Stagnaro stesso ha avuto un percorso nella sua produzione».
L’esposizione sarà inaugurata alle 16 (nel contesto della Scuola per la democrazia, in corso fino a domenica 5 luglio) e sarà visitabile fino al 29 novembre nei giorni di apertura del museo, dal giovedì alla domenica in orario 15-18,30. Ricordiamo che è ancora in corso, anch’essa visitabile fino al 29 novembre, la mostra La cura durante la guerra di Resistenza nel Pinerolese, un aspetto di cui di solito si parla poco, ma che è stato fondamentale in un periodo storico (vedi la presentazione nel numero di maggio del mensile L’Eco delle valli valdesi).
Ma c’è anche un’altra mostra in cui l’aspetto iconografico ha un peso centrale, così come la dinamica tra Storia e storie, che è stata inaugurata sabato 27 giugno e sarà esposta fino al 30 agosto alla Casa del Genio (v. Umberto I 100) di Fenestrelle all’interno del Festival letterario e musicale «Scritto Misto» (11 luglio – 2 agosto), alla sua XII edizione, di cui anche quest’anno la Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice è organizzatrice.
Le tracce del lupo, storie e racconti sul grande predatore, questo il titolo della mostra, è legata al tema del festival, «Umano-disumano»: come spiega il direttore e curatore Davide Rosso nell’articolo che si può leggere qui sul numero di luglio del nostro mensile free press, «ci sono tantissime storie sul lupo, e a ben guardare il “non umano”, veniva utilizzato anche per raccontare “l’umano”, con l’idea (un po’ illuministica) che la ragione vince sempre sul selvaggio, su chi non usa la ragione. La figura del lupo viene usata per raccontare se stessi, le proprie ideologie, la propria religione, il proprio modo di essere nel mondo, le proprie debolezze».
Le storie raccontate nella mostra, spiega Rosso, presenti in raccolte etnografiche, leggende, testimonianze, fino agli articoli di giornale, vanno «dal ’600 all’inizio del ’900, tra il Queyras, le zone di Briançon e Embrun, le valli valdesi, fino a Talucco, perché a Pinerolo nel 1907 è stato ucciso l’ultimo lupo (prima del suo ritorno)».
Centrale è l’aspetto iconografico: i disegni di Manuela Rosso, che ritraggono il lupo, e una serie di fotografie che non rappresenta il lupo ma il contesto, perché al centro della mostra sono le «comunicazioni empatiche, che avvenivano per esempio nelle veglie», non la descrizione del lupo in sé, che infatti compare solo in alcune fotografie alla fine, e si tratta di lupi in cattività.
Ascolta qui l’intervista: